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“Roma: la Chiesa nella Città”: solidarietà e tutela della salute a Trastevere – Senza chiedere in cambio – Parla Tiziana Grassi

Published By   /   August 12, 2017  /   Comments Off on “Roma: la Chiesa nella Città”: solidarietà e tutela della salute a Trastevere – Senza chiedere in cambio – Parla Tiziana Grassi

MIL OSI

Source: The Holy See in Italian

Headline: “Roma: la Chiesa nella Città”: solidarietà e tutela della salute a Trastevere – Senza chiedere in cambio – Parla Tiziana Grassi

A Roma, in Trastevere, ci si prende cura degli immigrati dal punto di vista della tutela della salute e dell’integrazione. Accade nella sede dell’ex San Gallicano, ora Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti ed il contrasto delle malattie della Povertà (INMP). Tiziana Grassi, giornalista,  si occupa dell’ufficio stampa dell’Istituto Nazionale  (INMP), ha
lavorato per Rai International per dieci anni, realizzando programmi di servizio
per gli italiani all’estero. Ed ha coordinato, tra l’altro, il Dizionario della
Migrazione italiana all’estero opera che ha visto coinvolta la Fondazione
Migrantes. “Curare i programmi per Rai International mi ha
permesso di avere un approccio più consapevole oggi che sono referente per la
stampa per l’INMP, ente pubblico nazionale che afferisce al Ministero della
Salute”, ci dice nel corso della puntata di “Roma: la Chiesa nella Città” di
mercoledì 9 agosto. La trasmissione, che va in onda in collaborazione con l’Ufficio
Comunicazioni Sociali del Vicariato, è preparata e condotta da Fabrizio
Mastrofini. Ed ha una sua pagina Facebook.

Con Tiziana Grassi ospite in studio abbiamo l’opportunità
di parlare di migrazioni, da quelle degli italiani all’estero, ai flussi di
oggi. E possiamo parlare di una straordinaria opera di accoglienza e promozione
e tutela della salute, che ha come perno il complesso dell’ex San Gallicano, a
Trastevere, cioè l’attuale Istituto Nazionale per la promozione della salute
delle popolazioni Migranti ed il contrasto delle malattie della Povertà (INMP),
Ente del Ministero della Salute.
“Roma – osserva con lucidità Tiziana Grassi – è storicamente
per sua natura una città di accoglienza, ecumenica. Oggi ancora in maniera più
forte vive la dimensione dell’accoglienza. All’INMP abbiamo l’approccio verso
le culture e le diversità a livello antropologico. I nostri medici e mediatori
culturali lo esperiscono co n il lavoro che viene svolto e tocchiamo la
complessità e la trasformazione epocale. L’incontro con l’altro ci arricchisce
tutti. Pensiamo al quartiere Esquilino, dove ci sono belle esperienze di
integrazione, come tutti i quartieri limitrofi alle stazioni ferroviarie, in
analogia con quanto accade nei porti. Penso che Roma viva in maniera molto
matura questi aspetti, come del resto il nostro paese vive storie di
accoglienza, interazione e solidarietà con le persone immigrate”.
Dai programmi per gli italiani all’estero alla
comunicazione agli italiani in Italia: come cambia il tuo lavoro? – le chiediamo.
“L’INMP è centro di riferimento per la rete nazionale per le problematiche di assistenza
ai migranti, nonché centro nazionale per la mediazione transculturale in campo
sanitario. Per prendere in carico non basta l’aspetto linguistico ma l’universo
culturale, per la sintomatologia che tali persone esprimono. Comunicare con gli
italiani emigrati: essere stata 10 anni a Rai International mi ha permesso di
parlare con le persone, entrando in dialogo e in rapporto di fiducia,
partecipando dal di dentro e da vicino le problematiche con le persone. Lo stesso
mi accade con l’INMP, avendo contatto diretto con i pazienti: rifugiati,
migranti, richiedenti asilo. E parlare con loro significa condividere,
ascoltare le loro storie, la loro sofferenza. Pensiamo al lutto migratorio: la
devastazione e il cambiamento avvenuto nelle vite di tali persone. Tutto va
trasferito come bagaglio di dialogo e conoscenze, va trasferito ai giornalisti
che devono raccontare dell’Istituto, dei progetti di medicina sociale, anche
insieme agli italiani che vengono da noi. La sfida è trasferire con garbo e
rispetto il patrimonio delle persone e contrastare la tentazione del
giornalismo della cattiva notizia o della notizia spot. Qui dobbiamo raccontare
i casi di buona sanità come è l’INMP che è stato considerato un’eccellenza
dall’Organizzazione Mondiale della Sanità”.
L’emigrazione è un fenomeno complesso: il passato
dell’emigrazione italiana ci fornisce delle chiavi per capire il presente di
chi viene in Italia?
“Dobbiamo recuperare la categoria della
solidarietà e della comune appartenenza al genere umano. È la persona al
centro, con i suoi bisogni, istanze, e dolore. Persone che fuggono da
situazioni difficili, allora la nostra postura mentale deve cambiare. Chi
lasica il proprio paese lascia la madre naturale, la madre terra, la madre lingua.
Lascia tutti i riferimenti che consentono di andare avanti: ecco il senso di
vuoto, di lacerazione, di lutto migratorio. Nel lungo periodo sappiamo che a
livello evoluzionistico siamo figli, oggi, di processi migratori e c’è qualcuno
più nativo di noi. Dobbiamo mettere da parte l’orgoglio etnocentrico e
culturale. All’estero 100 anni fa gli italiani sono stati definiti col
repertorio più bieco, comportamentale e lessicale, dei paesi di arrivo. E non è
stato facile superarlo. Oggi gli altri vengono da noi e dobbiamo ricordare il
passato. La flessibilità, il comportamento migratorio, è radicato nella storia
dell’umanità. Dobbiamo ricordarlo. Per noi dobbiamo ricordare che sono partiti
in 27 milioni di italiani e oggi ci sono 100 milioni di oriundi nel mondo. Il
Dizionario che ho curato si dedica a spiegare il fenomeno ed è dedicato a tutti
loro, dalla storia alla onomastica, le Regioni, le zone di partenze e
destinazioni, le storie, anche le tragedie. Abbiamo provato a dare un panorama,
insieme alla Fondazione Migrantes, al prof. Enzo Caffarelli direttore
editoriale, pubblicata insieme a Ser Italia Ateneo. È una pagina di storia
italiana che non va marginalizzata”.
Tra i progetti futuri, uno è molto importante: stai
curando un volume sulle “buone pratiche” cioè sui progetti riusciti. Cosa puoi
dirci?
“L’INMP ad esempio è una eccellente pratica di
accoglienza, cura e assistenza ed è a Trastevere nel centro di Roma ed è Ente
pubblico del Sistema Sanitario Nazionale. In questo momento in cui sembra
perduto il senso di comunità e solidarietà fondativo dell’Unione Europea,
occorre recuperar e il dialogo e la conoscenza dell’altro per abbassare paure e
tensioni sociali. E in questo volume vogliamo inserire esempi di accoglienza
riuscita, elencando almeno una parte di quanti, tutti i giorni, si impegnano
per aiutare e accogliere l’altro. Non solo prima accoglienza ma anche
integrazione nel territorio nazionale”.
Ed è un tema che non si esaurisce nello spazio di
una trasmissione. Però ci ritorneremo. Grazie ai nostri ascoltatori e alle
nostre ascoltatrici.
Non dimenticate la Pagina Facebook di questa
trasmissione. Alla prossima!

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