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VATICANO – “Il Sinodo possa essere la manifestazione di Dio per noi”, p. Justino Rezende al termine della Riunione pre-sinodale per la Amazonía

Published By   /   April 14, 2018  /   Comments Off on VATICANO – “Il Sinodo possa essere la manifestazione di Dio per noi”, p. Justino Rezende al termine della Riunione pre-sinodale per la Amazonía

MIL OSI

Source: The Holy See in Italian

Headline: VATICANO – “Il Sinodo possa essere la manifestazione di Dio per noi”, p. Justino Rezende al termine della Riunione pre-sinodale per la Amazonía

Roma – “Attraverso questo sinodo abbiamo l’importante opportunità di innovare la nostra attuale Chiesa in Amazzonia e di essere in mezzo ai diversi popoli in un modo nuovo, con entusiasmo, impegno e dedizione”, è quanto dichiara all’Agenzia Fides padre Justino Rezende, sacerdote salesiano dell’etnia Tuyuca, in questi giorni a Roma per partecipare come esperto alla Riunione del Consiglio pre-sinodale per il Sinodo dell’Amazzonia che si svolgerà nell’ottobre 2019.L’incontro si è svolto il 12 e 13 aprile alla presenza del Santo Padre e ha visto la partecipazione di 18 membri del consiglio sinodale insieme a 13 esperti su questioni dell’Amazzonia.Padre Justino Rezende, nella sua presentazione di giovedì 12, commentando la sua gioia di essere tra i partecipanti e di aver incontrato per la prima volta Papa Francesco, ha espresso il desiderio, a nome dei popoli indigeni, di “rendere grazie per i molti missionari, missionarie, sacerdoti, vescovi che hanno dato la vita per noi, popoli dell’Amazzonia e popoli indigeni. Alcuni sono stati martirizzati per difenderci e molti di loro hanno acquisito il volto indigeno, imparando la cultura, la lingua, le tradizioni e oggi sono sepolti nelle terre di missione”. “Grazie a questo lavoro missionario, – ha spiegato p. Justino a Fides – sono emersi molti laici impegnati nella Chiesa, catechisti, ministri straordinari, religiosi e sacerdoti. E questo è il volto che dobbiamo offrire come Chiesa”.Spiegando a Fides come si sono sviluppate le giornate di lavoro, il sacerdote ha detto: “Il Papa ha dimostrato con la sua presenza, come sempre molto gentile e sorridente, la cura con cui dobbiamo svolgere questi lavori. Dobbiamo metterlo nelle mani di Dio”. Secondo il religioso, il Sinodo sarà “un momento molto importante per mostrare le vie della Chiesa nella nostra regione e proporre nuove strade, tenendo presente la nostra vita cristiana e il nostro impegno nella difesa della natura, il nostro modo di vivere l’economia, la sostenibilità, la vita pastorale… “. P. Justino ha spiegato inoltre che le pratiche di vita cristiana che già esistono nelle comunità “saranno condivise come un contributo affinché il Sinodo possa essere la manifestazione di Dio per noi”. Infine, il padre ha anche ricordato che “sarà lo Spirito Santo a muovere i cuori in modo che si possano discernere le strade verso cui deve camminare la chiesa in Amazzonia”.Da parte sua, Mauricio Lopez, segretario esecutivo della Rete ecclesiale pan-amazzonica e presidente mondiale della comunità di vita cristiana , nonché membro del consiglio pre-sinodale, in una conversazione con Fides ha commentato che “la presenza dei vescovi missionari che vivono e lavorano in Amazzonia ha portato un soffio di vita e una brezza di aria fresca, perché sono la testimonianza della loro esperienza, incarnati in quella realtà e perché ascoltano quotidianamente le comunità”. Quindi, riferendosi alla presenza del Santo Padre nella riunione pre-sinodale ha detto: “Ci ha illuminati. È stata una presenza silenziosa, di ascolto”, perché secondo il Papa “fa parte del processo ascoltare e comprendere come stanno avanzando i lavori per poter essere in grado di accompagnarli correttamente”.Come segretario esecutivo di Repam, Lopez afferma che far parte dell’intero processo sin dall’inizio è “un’enorme gioia, che ci pone di fronte a una grande sfida”, quella di fare “tutte le consultazioni per raggiungere i territori e la vita del popolo dell’Amazzonia e che la vita e quei territori possano comunicare con la Chiesa che vuole ascoltarli, e così proporre nuove strade”.Mauricio Lopez termina considerando la necessità di “mettere tutto questo processo che è appena iniziato nelle Mani di Dio”.

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