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Source: The Holy See in Italian
Johannesburg (Agenzia Fides) – “Le scuole cattoliche puntano all’eccellenza accademica e si concentrano sulla formazione di cittadini sociali e consapevoli”. Così la Ministra dell’educazione di base (che sovraintende alle scuole primarie e secondarie) del Sudafrica, Angie Motshekga, ha elogiato il contributo degli istituti formativi cattolici allo sviluppo sociale e civile nel Paese. La Ministra è intervenuta alla conferenza dell’International Catholic Education Office – Africa (IOCE) in corso a Benoni, località che si trova nella provincia del Gauteng, a 26 km da Johannesburg.“Le istituzioni formative cattoliche infondono una profonda consapevolezza, incoraggiano gli studenti a diventare membri proattivi della società, si impegnano a fare la differenza e hanno un approccio olistico all’istruzione come strumento per modellare il tessuto morale ed etico”, ha rimarcato Motshekga. L’educazione fornita dalle scuole cattoliche, ha aggiunto la Ministra “si estende oltre la classe… Si tratta di formare individui che portano avanti i valori della compassione, dell’integrità e del servizio”. “Mentre affrontiamo le complessità della società moderna, la guida della Chiesa è preziosa nel promuovere la rigenerazione morale. Possiamo affrontare le sfide morali ed etiche delle nostre comunità rafforzando questi valori fondamentali… Possiate vivere a a lungo e generare ancora più giovani con una mentalità civica” ha concluso.La conferenza di 5 giorni in corso a Benoni, intitolata “Camminare insieme come leader dell’educazione cattolica in Africa e Madagascar”, vede la partecipazione dei direttori nazionali dell’educazione cattolica di 25 Paesi africani. La IOCE è stata fondata in Svizzere nel 1952 al fine di incoraggiare la ricerca e lo studio del contributo specifico offerto dalle scuole cattoliche all’educazione e di come esso possa soddisfare i bisogni e le domande dei diversi ambienti sociali e culturali.Al centro dei lavori vi sono tematiche riguardanti la sostenibilità finanziaria delle scuole cattoliche, l’accesso all’istruzione cattolica, l’abuso di sostanze, i matrimoni infantili in alcune parti dell’Africa e i rapporti con i governi.Tra le sfide c’è quella di permettere alle bambine di andare a scuola affrontando pregiudizi e pratiche sociali che prevedono per le ragazze di rimanere a case per occuparsi delle faccende domestiche o del lavoro nei campi. Ma in alcuni Paesi africani anche a bambini e ragazzi viene impedito di andare a scuola a causa del reclutamento forzato nelle forze armate o nei gruppi armati. Vi sono poi bambini e ragazzi rifugiati e sfollati ai quali va garantito il diritto all’istruzione. A questo proposito i delegati sono stati ragguagliati sul Three2Six Project, fondato dai Padri Maristi a Johannesburg a favore di bambini e giovani svantaggiati o in cerca di asilo umanitario.Xenofobia, carenza di risorse, la pressione sul sistema educativo locale, la difficoltà nell’ottenere documenti di identificazione e di immigrazione e la povertà hanno fatto sì che a molti bambini rifugiati e richiedenti asilo fosse negato l’accesso alle scuole locali, nonostante gli impegni nazionali e internazionali del governo del Sudafrica volti a fornire loro istruzione. (L.M.) (Agenzia Fides 6/6/2024)
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