MIL OSI –
Source: Government of Italy
Grazie a tutti per aver organizzato questo momento di incontro e di scambio di auguri e saluto insieme a quei direttori, i vice direttori, i componenti del Comitato parlamentare di controllo e tutti voi che siete presenti qui oggi. È stato appena ricordato che sta per concludersi il centenario di ufficiale costituzione dell’intelligence italiana e i risultati raggiunti, nonostante il mare in burrasca – che con molto garbo il Prefetto Rizzi prima ha descritto nei mesi che abbiamo alle spalle – credo siano sotto gli occhi di tutti. Non soltanto per gli interventi materiali svolti negli scenari di crisi, penso all’assistenza nella fornitura di aiuti civili all’Ucraina, all’assistenza nel fornire gli aiuti e nel far venire in Italia le vittime del conflitto a Gaza, ma anche alla presenza minuziosa in tutto il mondo e negli snodi più difficili della vita nazionale.
Tutto questo accompagnato da un’attività di analisi che assiste costantemente il Governo in ogni sua articolazione, a cominciare dalla Presidente del Consiglio, come lei stessa ha ricordato qualche mese fa venendo proprio in questo spazio, quando in modo specifico ha ricordato come le vostre analisi, e anche la capacità di tradurle in infografiche, è qualcosa che è guardato con interesse, e anche con una punta di invidia, dai suoi colleghi in occasione di meeting internazionali.
E per una volta l’intelligence ha avuto gli apprezzamenti più elevati che si potessero immaginare, evidentemente celebrare un centenario ha un senso, se, come diceva prima il Prefetto Rizzi, tra gli altri vi sono stati questi due incontri molto importanti, esattamente due mesi fa al Quirinale col Capo dello Stato e venerdì scorso col Santo Padre.
Entrambi hanno avuto parole non di circostanza, che vorrei ricordare almeno per estratto.
Il Presidente della Repubblica ha parlato della profonda e convinta riconoscenza della Repubblica tanto più preziosa in questo periodo, e Papa Leone ha parlato della riconoscenza per gli sforzi dei servizi italiani nel garantire la sicurezza della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano, invitando al tempo stesso a portare il vostro lavoro sempre più verso il bene comune.
Tutto questo da parte mia non può che sintetizzarsi in due parole.
Grazie per il lavoro svolto a nome di tutto il Governo, in modo particolare del Presidente del Consiglio. Buon Natale a tutti voi e alle vostre famiglie, anche alle famiglie di coloro che non hanno più i propri cari al servizio dell’intelligence in questo periodo. Penso per tutti alla famiglia di Antonino, sostituto funzionario AISE morto nell’agosto di quest’anno mentre si recava al lavoro. E gli auguri sono anche un in bocca al lupo per ciò che attende l ‘intelligence nell’anno che sta per venire, soprattutto un augurio di poter contribuire come è meglio di come si è fatto finora, ai processi di pacificazione che sono in corso nei luoghi di più cruento conflitto in giro per il mondo.
Abbiamo appurato che, a differenza delle forze di polizia e delle Forze armate, l’intelligence non ha un Santo patrono. L’abbiamo appurato alla vigilia della visita dell’udienza concessa dal Santo Padre, il che non deve far disperare. Altri gruppi in Italia non hanno un Santo patrono, per esempio non l’hanno i magistrati.
Però dal primo gennaio, come sapete, passiamo dal Giubileo all’ottavo centenario della morte di San Francesco. San Francesco dell’Italia è il patrono, quindi in attesa che il gap del riconoscimento del patrono dell’intelligence venga colmato, credo che ricorrere a San Francesco non sia fuori luogo e questo sottolinea ancora di più l’augurio a tutti voi.
