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Source: The Holy See in Italian
Qaisar Feroz Ofm Cap
Lahore (agenzia Fides) – “L’anno giubilare ci ha ricordato che Cristo è la nostra speranza, ieri, oggi e per sempre. Questa speranza ci accompagna nel 2026, anno in cui speriamo e ci impegniamo a costruire pace nella nostra società e nella nostra nazione, e anche con le nazioni confinanti: pace con l’India e pace con l’Afghanistan”, dice all’Agenzia Fides p. Qaiser Feroz Ofm Cap, sacerdote cappuccino, parroco a Lahore e Segretario esecutivo della Commissione nazionale per le Comunicazioni sociali, nella Conferenza episcopale del Pakistan. “La chiusura dell’anno giubilare, il giorno dell’Epifania – racconta a Fides – è stata per noi un momento di intensa preghiera: una preghiera di ringraziamento per i doni ricevuti, e di intercessione per il futuro”, rileva.”Il Giubileo – spiega – è stato celebrato con grande entusiasmo in ogni diocesi cattolica del Pakistan. La speranza è stata il centro delle nostre riflessioni, preghiere e predicazioni. Numerose attività incentrate sul tema della speranza hanno aiutato le persone a rinnovarsi nella vita cristiana. Nella società pakistana, in mezzo a sfide come la guerra, i conflitti etnici o situazioni pesanti come la crescente disoccupazione e la lotta per la sopravvivenza, la nostra speranza è stata rafforzata e la fede rinnovata. Abbiamo alzato gli occhi verso Cristo, nostra speranza vivente in mezzo alla persecuzione e ai momenti difficili che attraversiamo”.Il sacerdote prosegue dicendo: “Abbiamo visto la speranza sbocciare in gesti semplici: i bambini che recitano il Vangelo; i vicini musulmani che hanno condiviso con noi momenti e i pasti in occasione del Natale, in spirito di fraternità. Abbiamo visto i giovani spendersi come volontari, instancabilmente, per aiutare le vittime delle inondazioni, con una generosità e una carità che trascende fede, etnia, cultura. Questi momenti, nati da spirito di vero amore, sono la mangiatoia vivente dove Cristo continua a nascere oggi”.”Come ha detto l’Arcivescovo Arshad – ricorda p Feroz – in questo nuovo anno, a conclusione del Giubileo, siamo incoraggiati a portare avanti le grazie ricevute, e a essere testimoni di misericordia e costruttori di ponti, perchè la speranza è radicata nella fedeltà di Dio: questo è il fondamento della nostra speranza, anche nelle tribolazioni e nelle prove che viviamo”.In tutte le comunità cattoliche pakistane, aggiunge, pur nelle sofferenze e in condizioni di povertà, “abbiamo visto le famiglie a pregare insieme, aiutare i bisognosi, educare i propri figli alla pace e a prendersi cura della nostra casa comune: sono segni del fatto che la luce di Cristo brilla in Pakistan, brilla nelle lampade delle nostre case, nel coraggio di coloro che perdonano e che si donano al prossimo”.La preghiera di tutti i cattolici pakistani, che dal Giubileo si irradia nel nuovo anno – conclude p. Feroz – è “che possiamo essere artigiani di pace, soprattutto dove c’è conflitto, e seminatori di speranza dove la disperazione minaccia di prevalere”.(PA) (Agenzia Fides 8/1/2025)
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