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ASIA/INDIA – I Salesiani: un secolo di missione a Calcutta, accanto ai bambini e ai giovani

ASIA/INDIA – I Salesiani: un secolo di missione a Calcutta, accanto ai bambini e ai giovani

MIL OSI

Source: The Holy See in Italian

sabato, 31 gennaio 2026

Salesiani India

(Calcutta (Agenzia Fides) – Un secolo di missione in India per i Salesiani di Calcutta. Da centro anni i seguaci di don Bosco si dedicano all’istruzione dei giovani, all’accoglienza dei bambini, alla cura e alla formazione dei più poveri e vulnerabili per le strade della immensa metropoli di 22 milioni di abitanti in India orientale.Grazie all’impegno instancabile che ha percorso la storia della nazione – la repubblica indipendente dell’India è nata nel 1947 – i  Salesiani oggi in  India hanno 11 province, 420 centri Don Bosco Tech, 174 rifugi per giovani a rischio e 34 sportelli per migranti.La provincia di Calcutta festeggia i cento anni di missione con la presenza del Rettor Maggiore, Padre Fabio Attard, atteso a Calcutta il 5 febbraio, dove avrà modo di incontrare tutti i membri della grande famiglia Salesiana: religiosi, suore Salesiane, ex-alunni, cooperatori laici, missionari.I Salesiani misero piede nel subcontinente indiano per la prima volta approdando a Shillong, nel Nordest dell’India. Allora l’India era una colonia britannica. Le ferite della Prima Guerra Mondiale (1914-1918) erano ancora aperte e l’impero temeva disordini nei suoi territori più remoti. Il Nordest – allora classificato come Agenzia della Frontiera del Nord-Est – era considerato una zona di confine instabile, abitata da comunità “tribali” e apprezzata principalmente per il suo ruolo strategico nella difesa dell’impero.I Salesiani si dedicarono all’istruzione e la formazione professionale  dei giovani disoccupati che venivano spesso etichettati come potenziali “provocatori”. Insegnando mestieri – tipografia, falegnameria, sartoria, meccanica – i Salesiani trasformavano i giovani inattivi in lavoratori qualificati.Dagli inizi a Shillong, l’amministrazione provinciale salesiana si trasferì poi a Calcutta, avviando da lì altre dieci province salesiane in tutta l’India. Dal 1926 al 2026, i Salesiani di Calcutta hanno svolto un secolo di servizio missionario, formando educatori, accogliendo e restituendo dignità ai bambini di strada, avviando scuole e  e formando leader nelle regioni circostanti.   La provincia salesiana di Calcutta include  Bihar, Sikkim, Bangladesh e Nepal. Comprende 40 case animate da 242 salesiani, che prestano servizio in 32 parrocchie e gestiscono oltre 25 centri  di formazione. La rete salesiana comprende 30 scuole secondarie superiori e 13 istituti tecnici e professionali che offrono l’accesso a un’istruzione di qualità.Appena misero piede a Calcutta, alla fine del 1925, la prima opera affidata ai tre Salesiani presenti a Calcutta fu la Catholic Orphan Press (COP) e la parrocchia della Cattedrale annessa. Ben presto viaggiarono anche nelle aree circostanti, incontrando la lingua e la cultura bengalese. Ad esempio, Krishnagar vide la fondazione e la crescita di un’istituzione di Don Bosco già nel 1928. E ai Salesiani fu affidata la scuola primaria dei Santi Pietro e Paolo, elevata al rango di scuola superiore nel 1951.Un posto speciale venne dedicato alle missioni con gli indigeni Santhal. Inizialmente questa missione era limitata ad alcuni distretti del Bengala Occidentale e in seguito si estese ad alcune parti del Bihar e in Nepal.Un’altra zona di presenza salesiana nella provincia è costituita dalle regioni di lingua nepalese del Bengala settentrionale, del Sikkim e del Nepal. Il legame con i nepalesi ha origini nella fondazione del Salesian College di Sonada, nel 1938. Nel 1963 la parrocchia di Sonada, nella diocesi di Darjeeling, fu affidata ai Salesiani.I religiosi si spostarono anche nel vicino territorio oggi conosciuto come Bangladesh, allora parte dell’India,  e dal 1928 al 1952 operarono in alcune località di quella che oggi è la diocesi di Khulna (Bangladesh). Dopo la divisione tra India e Pakistan nel 1947, queste aree vennero incluse in quello che allora era chiamato “Pakistan Orientale”, nel 1971 poi rinominato Bangladesh, con l’indipendenza. In tutti questi territori la presenza salesiana è apprezzata ancora oggi per l’accoglienza di bambini, l’istruzione e la formazione di ragazzi e giovani che hanno un impatto notevolmente positivo sullo sviluppo sociale.(PA) (Agenzia Fides  31/1/2026)
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