MIL OSI –
Source: The Holy See in Italian
lunedì, 18 maggio 2026
ANS
Tombura Yambio (Agenzia Fides) – “L’Equatoria Occidentale non era conosciuta solo come il granaio del Sud Sudan, ma anche come un contenitore di pacifica convivenza, il cuore verde del Sud Sudan, il giardino dell’ospitalità, la patria del dialogo, la terra del duro lavoro, il santuario della dignità umana”. Lo scrive il vescovo della Contea di Tombura Yambio, Eduardo Hiiboro Kussala, rivolgendosi alle autorità, ai leder religiosi e all’intera popolazione. Il mese di maggio è infatti particolarmente sentito in tutto il Sud Sudan per la festa nazionale durante la quale si tengono eventi commemorativi con raduni comunitari per onorare la storia dell’indipendenza.“Tuttavia, nel corso degli anni, dolorose sfide si sono insinuate nella nostra società – prosegue il vescovo Hiiboro. Violenza, instabilità politica, difficoltà economiche, insicurezza, sfollamento, sfiducia e divisione hanno ferito il nostro tessuto sociale. Diverse parti del nostro amato Stato, dagli attacchi del Lord Resistance Army (LRA) ai conflitti di Mundri, Maridi, Yambio, Ezo e Tombura, (vedi Agenzia Fides 4/3/2026) hanno sperimentato dolore, paura, sfollamento e sofferenza. Eppure, dopo tutti questi anni dolorosi, una verità è diventata molto chiara: la violenza non ha guarito le nostre comunità. L’odio non ha ripristinato la fiducia. La vendetta non ha creato la pace.”“La vera pace nasce dal dialogo. Per questo oggi mi rivolgo a tutto il nostro popolo: facciamo rivivere la cultura del dialogo rispettoso, della riconciliazione e dell’unità. Che i leader parlino onestamente alle comunità. Che i capi, le chiese, i giovani, le donne, gli intellettuali, la società civile e le famiglie diventino ponti di guarigione e di pace. Soprattutto, salvaguardiamo la sacralità della vita umana. La vita è un dono di Dio.”Riflettendo anche sull’uso improprio dei media il vescovo Hiiboro evidenzia quanto un uso impulsivo possa nuocere. “Oggi, un messaggio sconsiderato può distruggere relazioni costruite nel corso di generazioni – rimarca il presule. Un insulto scritto dietro lo schermo di un telefono può seminare odio in molti cuori. Le parole sono potenti. Possono guarire o distruggere, unire o dividere. Una società diventa ciò che i suoi membri seminano continuamente attraverso parole, atteggiamenti e azioni. Sviluppiamo quindi un linguaggio unificante, di rispetto, saggezza, guarigione, incoraggiamento e responsabilità. Che le nostre parole proteggano le relazioni invece di distruggerle. Invito tutto il nostro popolo a tornare alla preghiera e ad aggrapparsi saldamente a Cristo, il Principe della Pace. La preghiera cambia gli atteggiamenti, guarisce i ricordi, attenua l’amarezza e rinnova le comunità.Il vescovo di Tombura Yambio, da sempre impegnato nella promozione del dialogo, nella difesa dei diritti umani, conclude il suo appello invitando tutti all’unità e non alla divisione. “Ai leader politici: la leadership è servizio, non divisione. Ai giovani: usate la vostra energia e intelligenza per costruire il futuro attraverso l’istruzione, l’agricoltura, l’innovazione, l’imprenditorialità e la costruzione della pace. Alle donne: continuate a essere custodi della vita, della guarigione e della riconciliazione. Ai leader tradizionali: riscoprite la saggezza del dialogo, della pazienza e della leadership morale. Ai leader religiosi: continuate a difendere la verità, la giustizia, la pace e l’unità senza paura o timore o tribalismo. E a tutto il nostro popolo: lavoriamo insieme per riportare l’Equatoria Occidentale alla pace, allo sviluppo, affinché il nostro Stato possa dare un contributo significativo all’unità e al futuro del Sud Sudan.(AP) (Agenzia Fides 18/5/2026)
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