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AFRICA/ETIOPIA – “Dio sta scegliendo gli ultimi”: celebrati battesimi e cresime nella piccola comunità di Kokossa

AFRICA/ETIOPIA – “Dio sta scegliendo gli ultimi”: celebrati battesimi e cresime nella piccola comunità di Kokossa

MIL OSI

Source: The Holy See in Italian

giovedì, 11 giugno 2026

Kokossa (Agenzia Fides) – Domenica 7 giugno, in Etiopia ricorreva la solennità della Santissima Trinità. Per l’occasione a Kokossa, una comunità della Prefettura Apostolica di Robe cui Prefetto è padre Angelo Antolini, Ofm cap., sono stati celebrati i sacramenti dell’iniziazione cristiana per ragazzi e adulti.“Dio sta scegliendo gli ultimi!!!! Ultimi in tutti i sensi. Importanti solo di fronte a Dio e alla Chiesa. Questo mistero è grande e non comprensibile”. E’ il commento accorato condiviso con l’Agenzia Fides da padre Angelo al termine delle celebrazioni.Racconta la giornata particolare vissuta dalla comunità don Nicola, sacerdote fidei donum di Padova, impegnato nella missione da oltre 7 anni, il quale condivide inoltre i passi avanti fatti dalla comunità nel corso degli anni.“Abbiamo celebrato nove battesimi, di cui cinque di adulti e quattro di ragazzi – scrive all’Agenzia Fides il missionario. Inoltre, diciannove tra adulti e giovani sono stati accolti nella comunità cattolica attraverso il sacramento della Confermazione e la partecipazione all’Eucaristia. Anche i battezzati hanno ricevuto i sacramenti dell’iniziazione cristiana. In totale, ventotto persone hanno così fatto il loro ingresso nella comunità cristiana cattolica.”“A dire il vero – prosegue don Nicola – si tratta di persone che da tempo partecipano alla vita della comunità. Non è stato un percorso breve o immediato: la maggior parte di loro frequenta da alcuni anni. Solo una famiglia e una signora si sono avvicinate l’anno scorso, mentre tutti gli altri partecipano da tempo. In questi anni abbiamo proposto una formazione aperta a tutta la comunità, cercando di offrire a ciascuno la possibilità di prepararsi adeguatamente a questo momento importante.”La comunità di Kokossa è nata quasi vent’anni fa (vedi Agenzia Fides 24/6/2026). “Me lo ricordava il Prefetto Apostolico di Robe, durante uno dei nostri viaggio di ritorno dalla missione: sono ormai diciannove anni che questa presenza esiste. È una comunità relativamente giovane, nel senso che non ha ancora una lunga tradizione, ma è cresciuta grazie a una presenza missionaria costante. All’inizio il servizio era affidato alle Suore Missionarie della Carità di Madre Teresa. Una piccola comunità itinerante si fermava per alcuni mesi, accompagnata da un sacerdote che celebrava l’Eucaristia. Attorno a questa presenza è nata la prima comunità, formata da alcune persone anziane, qualche famiglia e alcuni adulti. In seguito, quando le suore sono partite, la comunità è stata accompagnata da padre Angelo e da un catechista che svolgeva un importante ruolo di collegamento, visitando la gente anche quando il sacerdote non poteva essere presente.”Nel corso degli anni ci sono stati altri momenti significativi rimarca don Nicola. “In particolare, vorrei ricordare che anni fa il nostro vescovo emerito di Padova, Antonio Mattiazzo, si è preso particolarmente a cuore questa comunità (vedi Agenzia Fides 19/10/2015). L’ha amata, accompagnata e vi ha celebrato i sacramenti per una ventina o trentina di persone. Quella generazione di fedeli costituisce oggi il nucleo della comunità che abbiamo trovato quando siamo arrivati sette anni e mezzo fa insieme ai missionari, a padre Stefano ed Elisabetta, nell’ambito dell’impegno della Diocesi di Padova a sostegno della Prefettura Apostolica di Robe. Da allora abbiamo raccolto questi frutti e continuiamo ad accompagnare la comunità, prestando particolare attenzione alla carità, che qui rappresenta un segno e una necessità molto evidente. Questa attenzione è però sempre accompagnata dalla cura della fede: la celebrazione settimanale, i momenti di preghiera, la formazione e l’animazione pastorale aiutano la comunità a crescere.”Come si evince dal racconto del missionario, in questi anni la risposta della gente è stata positiva. “Certamente molti si avvicinano anche per ricevere un aiuto concreto, ma il percorso non si esaurisce nella richiesta di sostegno materiale. Cerchiamo, infatti, di tenere insieme la promozione umana, la carità e la solidarietà con l’evangelizzazione, attraverso la formazione ai sacramenti, la preghiera, le celebrazioni e la visita alle famiglie. Queste visite prevedono semplici momenti di preghiera, ma anche occasioni di conoscenza reciproca e di rafforzamento dei legami. La gente si sente così accompagnata da Dio, dal nostro servizio missionario e pastorale e dal desiderio sincero di entrare nelle loro vite. Cerchiamo di rispondere non soltanto ai bisogni materiali, ma anche alle esigenze dello spirito. È un lavoro discreto, spesso nascosto, ma molto prezioso.”“Tra le priorità della missione vi è certamente l’attenzione alla povertà, ai bisogni di cibo, salute e dignità – spiega don Nicola. Non si tratta tanto di garantire un benessere, quanto piuttosto di aiutare le persone a vivere senza quelle preoccupazioni che possono condurre alla miseria e alla disperazione. Siamo segno di una solidarietà sostenuta dalle nostre comunità e dalla Diocesi di Padova, ma anche di una solidarietà che la gente del posto vive e condivide. Quando arriva il momento di aiutare qualcuno, ciascuno cerca di offrire qualcosa, anche se poco. È un gesto significativo che manifesta la partecipazione e il senso di appartenenza alla comunità. Quando siamo arrivati, anche su desiderio del vescovo emerito Mattiazzo, e in sintonia con lo stile della Prefettura Apostolica di Robe, abbiamo coordinato la costruzione di una scuola dell’infanzia, rispondendo a una richiesta espressa dalla stessa comunità civile. Dal 2021 la scuola è operativa e accoglie circa 150 bambini tra i tre e i sei anni. Si tratta di un piccolo ma importante segno di attenzione educativa. I bambini ricevono una formazione di base che permette loro di affrontare con maggiore preparazione il successivo ingresso nella scuola pubblica. La scuola è un impegno che richiede ancora molte energie: servono insegnanti adeguatamente formati, materiale didattico e sostegno economico per le famiglie che faticano a sostenere le spese. Inoltre, per alcuni bambini è possibile avere pane e tè, che spesso rappresentano non soltanto la colazione ma anche il pranzo. Anche questo è un segno semplice ma concreto di attenzione e continuità. Non si tratta tanto di trasmettere valori solo religiosi, quanto piuttosto di promuovere il valore dell’educazione e l’importanza dei bambini, che sono il futuro della comunità. Cerchiamo quindi di coordinare questi aiuti con un’attenzione ampia alla carità, perché spesso la gente non ha nemmeno il necessario per vivere. A volte è necessario intervenire persino per la costruzione di una capanna o per altre necessità essenziali.”Tra i progetti portati avanti negli ultimi due anni, don Nicola si sofferma su uno che sta dando particolare soddisfazione ed è quello dedicato alla promozione della donna. “Le donne svolgono un ruolo fondamentale nella famiglia e nella crescita dei figli. Non di rado incontriamo donne abbandonate o costrette a sostenere da sole il peso della famiglia, mentre gli uomini hanno altre famiglie o non si assumono pienamente le proprie responsabilità. Per questo motivo il progetto prevede l’acquisto di una pecora oppure del materiale necessario per avviare una piccola attività commerciale. In questo modo le donne possono generare un reddito, acquisire una maggiore autonomia e non dipendere continuamente dagli aiuti esterni. Abbiamo constatato che le beneficiarie rispondono con grande impegno. Sentono la fiducia che viene loro accordata e la responsabilità che viene richiesta. Il valore dell’iniziativa non è soltanto economico: una pecora rappresenta certamente un bene importante, ma ciò che conta maggiormente è il riconoscimento della dignità della persona. Vogliamo soprattutto valorizzare il ruolo delle donne, che rappresentano il perno della famiglia e un punto di riferimento fondamentale per la comunità. Anche durante la recente celebrazione dei Sacramenti la loro presenza e partecipazione sono state molto significative. Le donne esprimono con semplicità e forza il loro contributo alla vita della comunità e mostrano ogni giorno quanto sia importante sostenerle e accompagnarle”.(AP) (Agenzia Fides 11/6/2026)

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