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Source: The Holy See in Italian
giovedì, 3 settembre 2026
Foto di TSquared Lab su Unsplash
Singapore (Agenzi fides) – Il governo di Singapore ha varato un pacchetto di incentivi economici per spingere le famiglie ad avere più figli. In un paese che ha uno dei tassi di fertilità più bassi al mondo (0,87 figli per donna nel 2025) la società sta invecchiando rapidamente. Durante il National Day Rally di fine agosto 2026, il premier Lawrence Wong ha presentato un nuovo e più generoso sistema di sostegno chiamato “Child Support Package”, per cui lo Stato offrirà, nel complesso, quasi 70.000 dollari di Singapore (55.000 dollari USA) in forma di aiuti diretti per ogni nuovo figlio, cittadino di Singapore, nel periodo che va dalla nascita fino ai 17 anni. Tra le voci del pacchetto, 10.000 dollari sono in contanti alla nascita, 2.000 dollari l’anno da 1 ai 16 anni (totale 32.000), contributi per un conto per spese dei figli, 10.000 dollari per l’istruzione post-secondaria a 17 anni. A questi si aggiungono altri contributi già esistenti che portano il totale intorno ai 70.000 dollari di Singapore. Tra le altre misure collegate, vi è una riduzione delle rette degli asili nido, più giorni di congedo parentale, specialmente per chi ha più figli, sussidi e detrazioni per l’acquisto della prima casa per le famiglie con bambini.Il provvedimento non richiede un’approvazione parlamentare, essendo una misura esecutiva annunciata dal Primo Ministro. I sussidi partiranno da aprile 2027. I neonati nati dal 1° aprile 2027 in poi riceveranno l’intero nuovo pacchetto, mentre i bambini già beneficiari dei vecchi sussidi passeranno automaticamente al nuovo sistema, con integrazioni necessarie. Il governo lo ha presentato come un “cambiamento fondamentale” per offrire un sostegno concentrato alla nascita a un aiuto costante durante gli anni di crescita del bambino, e come parte degli sforzi per dare alle famiglie “maggiore fiducia nell’avere figli”.Terence Ho, analista della “Lee Kuan Yew School of Public Policy”, ha apprezzato l’inclusione dei figli di genitori non sposati, notando l’approccio più inclusivo del provvedimento come “sostegno alla vita nascente”, al di là dello stato civile dei genitori.Se la misura offre un aiuto economico concreto alle famiglie, la questione tuttavia si sposta a monte: un recente sondaggio YouGov mostra che circa un cittadino di Singapore su 4 dichiara apertamente non volere avere figli, per ragioni come lo stress, il ritmo di vita intenso, la competizione scolastica e lavorativa, la difficoltà a bilanciare carriera e famiglia. Il governo stesso riconosce che “la decisione di avere figli è profondamente personale”, si dichiara, ma l’obiettivo del pacchetto è rendere più facile la vita a chi già vorrebbe diventare genitore.Nei messaggi e commenti dei membri del “National Council of Churches” di Singapore si sottolinea che “i soldi da soli non bastano, di fronte a criticità strutturali come il ritmo di lavoro intenso, la cultura aziendale poco family-friendly, lo stress e le aspettative educative elevatissime”.”Singapore oggi si trova a fronteggiare il calo demografico dopo aver politiche di pianificazione familiare che già negli anni ’60 scoraggiavano la procreazione”, osserva in un colloquio con l’Agenzia Fides, Joseph Masilamany, giornalista e analista cattolico senior, con base in Malaysia.La campagna “Stop at Two” divenne ufficiale e molto intensiva dal 1972 e rimase in vigore fino alla metà degli anni ’80, con slogan tipici: “Girl or Boy, Two is Enough”. “Il sistema – ricorda Masilamany – si basava su forti incentivi e disincentivi come maggiori costi ospedalieri per il terzo figlio e successivi; riduzione o eliminazione del congedo di maternità pagato dopo il secondo figlio; marginalità nell’assegnazione di alloggi pubblici e nei posti scuola per le famiglie numerose”. Aborto e sterilizzazione furono liberalizzati e incentivati.”Singapore – prosegue l’analista – si trova ora ad affrontare il problema opposto. I matrimoni in età avanzata, le persone che scelgono di non sposarsi affatto e le coppie che decidono di avere pochi o nessun figlio stanno diventando fattori demografici sempre più importanti. Un numero crescente di donne intraprende studi universitari, costruisce una carriera e cerca l’indipendenza finanziaria prima di considerare il matrimonio e la maternità. Per molte, la maternità non è più una fase essenziale della vita”.”Singapore ha avuto un notevole successo nel plasmare il comportamento pubblico attraverso leggi, regolamenti e campagne”, osserva, “ma non si possono gestire amore, matrimonio e genitorialità come un sistema in cui basta schiacciare un pulsante per ottenere risultati”. “Un governo può offrire bonus bebè, agevolazioni fiscali, sussidi per l’alloggio e sostegno all’infanzia: misure possono ridurre i costi per formare e mantenere una famiglia, ma non possono far innamorare i giovani, farli sposare prima o fargli decidere di volere figli: il governo non può creare il desiderio di genitorialità”.(PA) (Agenzia Fides 3/9/2026)
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