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Discorso per il Digiuno federale 2026

Discorso per il Digiuno federale 2026

MIL OSI

Source: Switzerland – Canton Government of Grisons in Italian

Il Governo alla popolazionie del Cantone dei Grigioni

Stimate concittadine e stimati concittadini,
Care grigionesi e cari grigionesi,
Cari ospiti del Cantone dei Grigioni,

viviamo in un mondo segnato dall’incertezza. Nell’economia, nella politica, nella tecnologia, ma anche nella società, sembra sempre più spesso che il terreno sotto i nostri piedi non sia più stabile. A volte si ha l’impressione di es sere su delle sabbie mobili, costretti a lottare per non perdere l’equilibrio. È una sensazione spiacevole, che induce a cercare con urgenza sostegno e sicurezza.

Questo sostegno può essere cercato nel passato, in un’epoca nella quale, ne siamo convinti, molte cose erano migliori. Ma può anche tradursi nel chiudere gli occhi di fronte ai numerosi cambiamenti che avvengono intorno a noi. Ci chiudiamo in noi stessi e cerchiamo di preservare quel piccolo spazio di felicità che abbiamo dentro e attorno a noi. L’incertezza può però anche generare una fuga in avanti: verso un futuro che immaginiamo più roseo e migliore del presente. La tecnologia dovrebbe allora portare, e porterà, cambiamenti radicali, restituendoci così la stabilità.

Ma sia chiudendoci in noi stessi e nel passato, sia proiettandoci verso il futuro, finiamo per non confrontarci più davvero con il presente. Anzi, cerchiamo di evitarlo. In entrambi i casi, la ragione più profonda è la stessa: abbiamo perso fiducia. Fiducia in chi è alla guida dello Stato, nella società, nel nostro ambiente, in noi stessi e nella nostra capacità di contribuire a plasmare il futuro.

Eppure ogni comunità e ogni Stato si fondano sulla fiducia. Un Cantone come il nostro, con le sue tre lingue, le sue diverse valli, il suo orientamento verso nord e verso sud, le peculiarità culturali che ne derivano nonché le diverse nazionalità e appartenenze religiose presenti oggi, può esistere soltanto se vi è fiducia: fiducia reciproca, fiducia nelle autorità e fiducia nella popolazione.

Come possono i consigli comunali, le amministrazioni a tutti i livelli, il Gran Consiglio e il Governo svolgere i propri compiti se non percepiscono la fiducia della popolazione? E viceversa: come possono tutte queste istituzioni assumersi le proprie responsabilità, se a loro volta non hanno fiducia nella popolazione? Altrettanto importante è la fiducia tra le generazioni, oggi forse più che mai.

Dalla fiducia nasce la libertà di creare qualcosa, di percorrere nuove strade e di rendere il futuro più sicuro per ciascuno e ciascuna di noi. Dalla fiducia nasce anche la libertà di esprimersi, di criticare, di avere un’opinione diversa, nella certezza di essere ascoltati e presi sul serio. La fiducia crea inoltre la possibilità di ammettere gli errori e di ricominciare.

Se questa fiducia viene meno, a «chi sta sopra» si contrappone ben presto un «chi sta sotto». E oggi vediamo con chiarezza dove ciò possa condurre. Il numero di Stati in cui la fiducia non esiste più, o forse non è mai esistita davvero, è in aumento. In questi Stati le opinioni non possono essere espresse liberamente e gli ordinamenti statali devono essere imposti con la forza. Vi è una sola opinione, ed è sempre quella giusta. Gli errori non devono esistere.

Nessuno di noi vuole arrivare a questo. Eppure anche da noi cresce il numero di coloro che non riescono più ad avere fiducia. Questo deve preoccuparci. Perché spesso ci rendiamo conto dell’importanza della fiducia solo quando è già andata perduta. E allora, di solito, è troppo tardi.

Nel prossimo futuro dovremo affrontare molte sfide diverse. Esse spaziano dalla scarsità di alloggi nelle località turistiche ai villaggi con un numero sempre maggiore di anziani e sempre meno giovani; dalle questioni legate alla sicurezza interna all’integrazione della popolazione immigrata; dalla garanzia della previdenza per la vecchiaia alla gestione dell’aumento del traffico; dalla crescita delle spese sanitarie alle preoccupazioni per il posto di lavoro di fronte all’avanzare della digitalizzazione.

Per nessuna di queste sfide esistono ricette semplici che giustifichino una fuga in avanti. Allo stesso modo non possiamo tirarci indietro e sperare che i problemi si risolvano da soli. Il progresso sarà possibile solo con un lavoro pa ziente, con la volontà di lasciare andare ciò che è superato quando necessario e di conservare ciò che è collaudato quando si è dimostrato valido.

Se, in quanto cittadine e cittadini, ammettiamo di non disporre di ricette universali, ma siamo al contempo disposti a dare un’opportunità a eventuali soluzioni e a riporre in esse una fiducia critica, allora molto sarà già stato gua dagnato.

E se le autorità e i titolari di cariche pubbliche percepiscono questa fiducia e la gestiscono in modo responsabile, compiremo insieme un grande passo avanti. Dal primo passo nasce un secondo passo, dal secondo un terzo. E così cresce anche la fiducia.

La Festa federale di ringraziamento, penitenza e preghiera ci invita a riflettere su queste domande. Essa ci offre l’occasione di interrogarci su ciò su cui si fonda il nostro Stato e su come possiamo rafforzare e proteggere queste fondamenta. La risposta non sta soltanto nel guardare indietro, né soltanto nel guardare avanti. Ci riusciremo se, pur tra difficoltà ed errori, continueremo ad avanzare insieme con fiducia; se sapremo accettare, talvolta, anche una perdita; se sosterremo i membri più deboli della nostra comunità e se continueremo a percorrere con determinazione la via della libertà tracciata dalle generazioni che ci hanno preceduto.

Coira, settembre 2026

In nome del Governo
Il Presidente: Martin Bühler
Il Cancelliere: Daniel Spadin