MIL OSI –
Source: The Holy See in Italian
domenica, 20 settembre 2026
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I presuli durante la Via Crucis
di Antonella PrennaNemi (Agenzia Fides) – “Come posso esercitare il mio ministero episcopale non semplicemente come amministratore o responsabile, ma come servitore della comunione che guida, ascolta, accompagna, coordina e rafforza la Chiesa missionaria che mi è stata affidata?” E’ una delle riflessioni condivise con l’Agenzia Fides dal Vicario Apostolico di Jimma-Bonga, in Etiopia, Vescovo Markos Gebremedhin CM.Il presule lazzarista ha preso parte, insieme ad altri 20 Vescovi dell’Africa anglofona al corso di formazione “Servitori della Comunione nella Chiesa” organizzato dal Dicastero per l’Evangelizzazione, Sezione per la prima evangelizzazione e le nuove Chiese particolari, (vedi Agenzia Fides 13/9/2026) concluso ieri 19 settembre 2026 presso il Centro Ad Gentes Nemi.“È stato un momento ricco di grazia e significato. Dopo oltre dieci anni di servizio episcopale, un vescovo porta con sé una solida esperienza pastorale, ma ha anche bisogno di tempo per fermarsi, ascoltare, discernere e permettere allo Spirito Santo di rinnovare la sua visione missionaria” rimarca. Questa esperienza di Nemi non può essere intesa semplicemente come un corso, ma come un rinnovamento spirituale e un rafforzamento del ministero episcopale. La formazione mi ha offerto l’opportunità di prendermi una pausa dalle responsabilità quotidiane di governo e amministrazione pastorale e di tornare al cuore della mia vocazione di vescovo. Essere insieme ad altri vescovi che hanno servito per più di dieci anni crea una fraternità unica. Possiamo condividere le nostre esperienze, le sfide, i fallimenti, le speranze e le scoperte senza sentirci soli nel ministero. La novità non sta necessariamente nell’apprendere informazioni teologiche completamente nuove. Piuttosto, stiamo guardando al nostro ministero episcopale con occhi rinnovati. L’esperienza, le riflessioni e le sfide degli anni passati vengono rilette alla luce del Vangelo, dello Spirito Santo e della missione missionaria della Chiesa.”Tra le tematiche sulle quali si sono soffermati in queste giornate, grande impatto hanno avuto sul Vicario di Jimma-Bonga l’evangelizzazione missionaria, il governo pastorale, la sostenibilità finanziaria, conflitto e riconciliazione, comunicazione, sinodalità, tutela, giovani, donne e collaborazione con sacerdoti, religiosi e laici.“Ciò che ritengo particolarmente utile per me e per il futuro del mio Vicariato sono suggerimenti concreti come il Rinnovamento spirituale prima del rinnovamento pastorale.La prima persona che ha bisogno di evangelizzazione e conversione è il pastore stesso. Un vescovo rinnovato può contribuire a rinnovare il clero, i religiosi e i laici. O quesiti tipo: passare dall’amministrazione alla leadership missionaria mi incoraggia a chiedermi non solo ‘Come amministro il Vicariato’, ma anche: ‘Come guido Jimma-Bonga verso una Chiesa più missionaria?’. Il Vescovo Markos mette in luce come “ascoltare gli altri vescovi rafforza la convinzione che il vescovo non porta avanti la missione da solo. Sacerdoti, religiosi, catechisti, giovani e fedeli laici devono partecipare al discernimento e alla realizzazione della missione. Questa esperienza può aiutarmi a sviluppare una cultura più solida di formazione continua, fraternità, accompagnamento e rinnovamento spirituale tra i 42 membri del clero del Vicariato”.Il Vicario apostolico si è soffermato anche sui giovani. “La Chiesa deve vedere i giovani non semplicemente come destinatari di programmi pastorali, ma come protagonisti missionari e costruttori di comunione, speranza e pace.”“Molti degli argomenti trattati, direttamente o indirettamente, hanno toccato il cuore stesso del mio ministero e della mia responsabilità come Vescovo e pastore del Vicariato Apostolico di Jimma-Bonga. Per me, questa è stata molto più di una semplice esperienza formativa accademica o pastorale. È stato un tempo per fermarsi, ascoltare, riflettere e, soprattutto, per permettere al Signore di rinnovarmi nella mia vocazione e missione di Vescovo. La condivisione di esperienze tra confratelli vescovi mi ha inoltre ricordato che, sebbene ciascuno di noi provenga da una realtà pastorale diversa, condividiamo la stessa chiamata a servire Cristo e il Suo popolo con umiltà, coraggio e speranza.”“Queste giornate di riflessione mi aiutano a tornare a Jimma-Bonga con la domanda: cosa ci chiede il Vangelo nel nostro particolare contesto sociale, culturale, economico e religioso? Questo può rafforzare l’annuncio, la catechesi, la vita sacramentale e l’impegno missionario. Se mi chiedo cosa ci sia di nuovo per il futuro, da quanto ho compreso, la novità non consiste semplicemente nell’acquisire nuove conoscenze, ma nel ricevere una rinnovata visione spirituale e missionaria per esercitare il mio ministero episcopale. Per le mie responsabilità di Vicario Apostolico di Jimma-Bonga, i frutti potrebbero essere molto concreti: un piano pastorale rinnovato, strutture sinodali più solide, una migliore formazione del clero e dei laici, un maggiore coinvolgimento dei giovani, un’espansione missionaria, una gestione finanziaria responsabile e una più profonda collaborazione con la Chiesa locale e gli altri partner ecclesiali.”“In definitiva, il vantaggio più importante è che torno a Jimma-Bonga non semplicemente per mettere in pratica le idee maturate a Nemi, ma con rinnovata energia, una fraternità più profonda con i confratelli vescovi, una maggiore apertura allo Spirito Santo e una più chiara consapevolezza della mia responsabilità come pastore e guida della Chiesa missionaria. Faccio ritorno nel mio Vicariato con uno spirito rinnovato sotto il profilo spirituale e missionario. Mi sento incoraggiato a rafforzare la comunione tra i nostri sacerdoti, religiosi, seminaristi e fedeli laici, ad ascoltare con maggiore attenzione i giovani e le famiglie e a promuovere una Chiesa più partecipativa, sinodale e missionaria. Torno anche con un rinnovato desiderio di servire i poveri e i vulnerabili e di cercare modalità sostenibili per sostenere la missione evangelizzatrice del nostro Vicariato.”In conclusione, il vescovo Markos ha confermato la sua gratitudine alla Santa Sede e, in modo particolare, al Dicastero per l’Evangelizzazione per avergli offerto questa opportunità. “È stato un tempo davvero fecondo per me. Che lo Spirito Santo continui a guidarci, a rinnovare i nostri cuori di pastori e a donarci la sapienza e il coraggio per condurre il nostro popolo verso Cristo”.(Agenzia Fides 20/9/2026)
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