Post

BEATIFICAZIONE DI FULTON SHEEN/V – Peoria, il Cardinale Tagle nella città del futuro Beato: lui ci indica la strada della conversione missionaria

BEATIFICAZIONE DI FULTON SHEEN/V – Peoria, il Cardinale Tagle nella città del futuro Beato: lui ci indica la strada della conversione missionaria

MIL OSI

Source: The Holy See in Italian

mercoledì, 23 settembre 2026

di Marie-Lucile KubackiPeoria (Agenzia Fides) – Nel silenzio della Cattedrale di Santa Maria dell’Immacolata Concezione, la chiesa in stile neogotico che svetta sulle strade di Peoria, la mattina di martedì 22 settembre il cardinale Luis Antonio Tagle ha celebrato la santa Messa, accanto alla tomba del venerabile arcivescovo Fulton J. Sheen.Fu proprio in questa cattedrale che Sheen fu ordinato sacerdote nel 1919, e le sue spoglie mortali vi riposano dal 2019. A due giorni dalla sua beatificazione, in programma a St. Louis, il luogo è diventato al tempo stesso un santuario della memoria e un richiamo alla missione.Il cardinale Tagle, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione (Sezione per la prima evangelizzazione e le nuove Chiese particolari), è giunto negli Stati Uniti in qualità di rappresentante papale, e in tale veste presiederà la Messa di beatificazione il 24 settembre.Davanti ai fedeli di Peoria, il Cardinale ha collegato l’imminente celebrazione non solo all’onore dovuto a uno dei figli della città, ma anche a una responsabilità concreta per la Chiesa locale.«Lodiamo e ringraziamo il Signore che ci ha riuniti e ci ha plasmati in un’unica comunità, una famiglia di fede», ha affermato all’inizio della sua omelia. Ha descritto la cattedrale come resa «ancora più bella dalla presenza del futuro beato Fulton Sheen», avvertendo al contempo che una tale grazia comporta un impegno.«Questa è una grazia per tutti noi qui presenti, ma anche una grande responsabilità», ha detto il cardinale Tagle. «D’ora in poi, quando la gente verrà a sapere che siete di Peoria, dirà: “Oh, siete orientati alla missione come il vescovo Fulton Sheen? Siete profondamente radicati nella Parola di Dio come il beato Fulton Sheen?”».Il tono del cardinale era caloroso e a tratti scherzoso, ma il suo appello era chiaro: nel suo significato profondo, la beatificazione non è un riconoscimento locale, ma una chiamata alla conversione e all’evangelizzazione. «Poiché ogni grazia ci viene dal Signore, c’è una corrispondente responsabilità», ha insistito.Meditando sul Vangelo in cui a Gesù viene detto che sua madre e i suoi fratelli sono fuori a cercarlo, il cardinale Tagle ha posto ai presenti la domanda centrale dell’omelia: cos’è la famiglia di Cristo? Gesù, ha detto, non rifiuta la famiglia naturale o biologica. «Non la disdegna, non nega la famiglia biologica», ha spiegato il cardinale. «Ma amplia la concezione di famiglia. “Chi sono mia madre, i miei fratelli e le mie sorelle? Coloro che ascoltano la Parola di Dio e la mettono in pratica. Questi sono mia madre, i miei fratelli e le mie sorelle”», ha affermato, citando il Vangelo.Questa “famiglia allargata” non si basa sulla discendenza, sul luogo di nascita o sul prestigio locale, ma sull’ascolto e sulla messa in pratica della Parola di Dio. Il cardinale Tagle ha chiesto scherzosamente ai fedeli: «Quindi, dopo la beatificazione, per favore non dite alla gente di Chicago: “Chicago ha dato i natali a un beato?” “Oh no, noi siamo di Peoria. Apparteniamo alla famiglia prediletta dal Signore. Oh, povera Chicago”». Prima di aggiungere: «Nessuno nega il fatto che il nostro venerabile servo di Dio, il beato, fosse originario di qui, si fosse incarnato come sacerdote qui. Ma poi, mentre affermiamo il lignaggio naturale, agli occhi del Signore c’è qualcos’altro che Egli cerca».Il cardinale ha poi rivolto l’attenzione verso Maria, la Madre di Gesù. Lungi dal sminuirla, le parole di Gesù rivelano la profondità della sua vocazione, ha affermato. Maria non è solo la madre biologica di Gesù: è madre perché è prima di tutto una discepola, perché ha ascoltato la Parola di Dio e si è messa a disposizione di essa. «Sua madre era davvero una discepola, una madre-discepola», ha detto il cardinale Tagle. «Poiché è una discepola, è madre. Ed è veramente madre perché ha vissuto il suo discepolato in modo vero e pieno».Nella figura di Fulton Sheen, celebrato in tutto il mondo come pioniere della comunicazione cattolica, questa chiamata ha assunto una particolare forza missionaria. Il cardinale ha ricordato Sheen non solo per le sue radici a Peoria o per la sua padronanza dei media, ma per una vita sacerdotale fondata sulla Parola di Dio e orientata alla missione.Le preghiere di intercessione alla fine della Messa hanno invocato il sostegno per i missionari inviati «ad annunciare il Vangelo fino ai confini della terra» e per tutti coloro che insegnano o predicano attraverso «ogni mezzo di comunicazione», affinché la salvezza possa essere annunciata «con integrità e coraggio».Il cardinale Tagle ha concluso tornando alla vocazione di Peoria. «Allora Peoria entra a far parte della famiglia più ampia, la grande famiglia di Dio», ha affermato. «E Gesù ne sarà lieto». La città, ha aggiunto, dovrebbe essere riconosciuta non solo come luogo di nascita di Fulton Sheen, ma come una comunità i cui membri ascoltano la Parola di Dio e agiscono in base ad essa.In prima serata, nella stessa cattedrale, la novena è proseguita con un’”Ora Santa” con Adorazione eucaristica dedicata alla missione. A guidare il tempo di comunione e raccoglimento è stato il padre francescano conventuale Dinh Anh Nhue Nguyen, Segretario generale della Pontificia Unione Missionaria (cfr.Allegato),Fulton Sheen – ha rimarcato padre Anh Nhue, introducendo il momento di preghiera e riflessione missionaria – «non è stato soltanto un grande predicatore, un comunicatore o un uomo dei media. È stato un uomo animato dal fuoco missionario: un animatore e formatore missionario, un appassionato promotore e sostenitore delle missioni». E la sua passione missionaria «non si è conclusa con la sua vita terrena. La sua eredità missionaria continua a dare frutti ancora oggi. La sua voce continua a evangelizzare.I suoi scritti e le sue registrazioni continuano a formare. La sua testimonianza continua a risvegliare cuori missionari».Così il francescano vietnamita, Segretario generale della Pontificia Unione Missionaria, ha guidato i fedeli nella preghiera in Cattedrale, mentre anche Peoria entrava nelle ultime quarantotto ore prima che la Chiesa proclami il suo concittadino Fulton J. Sheen «Beato». (Agenzia Fides 23/9/2026)
Condividi: