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Source: The Holy See in Italian
venerdì, 25 settembre 2026
Ho Chi Minh City (Agenzia Fides) – Una metropoli in continua trasformazione, centro economico del Vietnam e punto di arrivo di milioni di persone provenienti da ogni parte del Paese. È in questo contesto che la Chiesa cattolica di Ho Chi Minh City, l’antica Saigon, vive la propria missione pastorale, confrontandosi ogni giorno con le sfide legate alla mobilità, al lavoro, alla famiglia e ai cambiamenti sociali. “Saigon è il centro economico del Paese e raccoglie molti immigrati da tutto il Vietnam: vengono per studiare o per lavorare”, racconta all’Agenzia Fides mons. John Baptist Nguyen Quang Tuyen, Vescovo ausiliare di Ho Chi Minh City.Secondo le stime del Vescovo, la città conta circa 8 milioni di abitanti, ai quali si aggiungono circa 7 milioni di persone immigrate, stabilmente o temporaneamente, per motivi di studio e di lavoro. Si tratta di una mobilità interna che da decenni caratterizza la grande area metropolitana del Vietnam meridionale. Ho Chi Minh City e le province industriali circostanti siano diventate una delle principali destinazioni dei migranti vietnamiti, con conseguenze rilevanti anche per la vita delle comunità cattoliche.In una città segnata da questa grande mobilità, la comunità ecclesiale cerca di non lasciare ai margini chi arriva da altre province. “La Chiesa si occupa dei migranti che vengono per studio o per lavoro. Organizziamo incontri mensili per loro”, spiega mons. Nguyen Quang Tuyen. Molti giovani arrivano in città da soli, lontani dalle proprie famiglie e dalle comunità parrocchiali di origine. E trovano nelle comunità parrocchiali un punto di riferimento importante: “Questi migranti mantengono una fede profonda, hanno sete di relazioni e di vita comunitaria, non mancano di frequentare la Chiesa”, osserva il Vescovo. La parrocchia rimane, così, uno dei luoghi fondamentali di accoglienza e integrazione: “La parrocchia è ancora il cuore pulsante della comunità e lo avvertono”, rimarca.Il dinamismo della vita ecclesiale si riflette anche nella partecipazione alla liturgia: “In Vietnam – nota il Vescovo – non c’è la differenza fra ‘credenti’ e ‘praticanti’: non si parla di percentuale di battezzati che va a Messa la domenica. I battezzati, in quanto tali, partecipano all’Eucaristia domenicale come fonte e nutrimento per la loro vita”. In alcune parrocchie della diocesi, come quella affidata ai religiosi Redentoristi, racconta, “ci sono anche dieci Messe nel giorno del Signore”, proprio per rispondere alle esigenze dei fedeli. “La Chiesa non fa mancare l’Eucaristia ai fedeli e, in tutte le messe, la chiesa è sempre piena”, osserva.L’Arcidiocesi di Ho Chi Minh City è una delle più grandi realtà cattoliche del Vietnam: i dati ecclesiali indicano oltre 700mila cattolici e 205 parrocchie, numeri che la rendono la seconda diocesi più estesa di un Paese in cui, secondo dati della Conferenza episcopale vietnamita, vi sono in tutto circa 7,5 milioni di cattolici, pari a circa il 7,4% della popolazione nazionale (circa di 101 milioni di abitanti) .La imponente e rapida crescita urbana porta con sé anche nuove fragilità e, tra quelle che il Vescovo segue direttamente, vi è la situazione delle famiglie. Mons. Nguyen Quang Tuyen è infatti incaricato della Pastorale familiare e delle Comunità ecclesiali di base: “Una delle sfide che vediamo in Vietnam – nota – è il divorzio facile. Soprattutto i giovani non hanno molte remore e, ai primi ostacoli della vita coniugale, lo chiedono e in sei mesi lo ottengono”, racconta. Ma, al di là delle procedure, il problema riguarda le condizioni concrete nelle quali oggi molte famiglie vivono: “Le difficoltà della vita, gli orari di lavoro, i rapporti con i figli”. A questo si aggiunge l’impatto della cultura digitale. “I social media, gli strumenti come il telefono cellulare e il tablet fanno sì che non si passi più tanto tempo insieme in famiglia. I ragazzi crescono educati dalla cultura che passa dai mezzi digitali”. Di fronte a questi cambiamenti, la pastorale cerca di aiutare le famiglie a rafforzare “i rapporti all’interno del nucleo familiare, rapporti umani e spirituali”.La risposta è concreta: “Si organizzano weekend all’insegna della condivisione, del confronto e della preghiera” e un percorso di preparazione ma anche di sostegno alla vita matrimoniale. L’obiettivo, spiega il Vescovo, è accompagnare le coppie non soltanto nella preparazione al Sacramento, ma anche nella costruzione di relazioni familiari capaci di affrontare le difficoltà della vita quotidiana: “Non da soli ma con Cristo che dona la sua grazia, questo è il primo vero sostegno”, nota.L’impegno educativo della Chiesa continua anche attraverso percorsi di catechesi per bambini, giovani, famiglie, adulti: “La nostra opera educativa va avanti all’interno della chiesa, con catechesi e incontri che si tengono la domenica o un giorno feriale”, riferisce. L’Arcidiocesi, infatti – come tutta la Chiesa in Vietnam – non dispone di scuole cattoliche (non consentite dalla legge) e per questo la parrocchia assume un ruolo ancora più rilevante nella trasmissione della fede, nella formazione dei più giovani, nell’accompagnamento delle famiglie. Accanto alle parrocchie, un ruolo importante è svolto dalle congregazioni religiose, molte delle quali hanno a Ho Chi Minh City le proprie case di formazione e di studio: “La città è dunque anche un grande centro della vita religiosa vietnamita e se ne avvertono i benefici a ogni livello”, nota.La dimensione sociale non è separata da quella pastorale. Secondo i dati diffusi dall’Arcidiocesi, i cattolici della città sono impegnati da tempo in attività caritative e sociali, a sostegno dei migranti e delle fasce più vulnerabili. L’assistenza ai migranti e la partecipazione alle attività caritative delle parrocchie sono “elementi significativi della vita della Chiesa locale”, nota il Vescovo. Nella grande città la Chiesa cerca di vivere la propria dimensione pastorale concentrandosi sulle necessità concrete delle persone e nel rapporto con le autorità civili: “Nelle città come Saigon questo rapporto è più semplice, c’è un modus vivendi”, osserva mons. Nguyen Quang Tuyen. La situazione, a suo giudizio, può essere diversa nelle aree rurali e remote, dove “nei villaggi i rapporti sono più difficili”, con un maggiore controllo e talvolta tensioni legate anche alla prudenza dei funzionari locali.Nonostante le trasformazioni sociali e le difficoltà, il Vescovo nota una fede radicata nella vita quotidiana: “Vediamo che la fede vive: nonostante le difficoltà, le famiglie pregano la sera e vanno insieme in chiesa, fanno opere di carità”. È questa, per mons. Nguyen Quang Tuyen, la sfida della Chiesa nella grande metropoli vietnamita: non soltanto conservare una tradizione religiosa molto radicata, ma accompagnare le persone dentro i rapidi cambiamenti della società, accogliendo chi arriva, sostenendo le famiglie, educando i giovani e mantenendo la parrocchia come luogo di incontro, preghiera e solidarietà. In una città dove milioni di persone si spostano per cercare un lavoro, un’istruzione o nuove opportunità, la Chiesa cerca di essere una comunità capace di accogliere e integrare, facendosi “prossima” e continuando a donare quanto ha di più prezioso: il Vangelo.(PA) (Agenzia Fides 25/9/2026)
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