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ASIA/MALAYSIA – Il primo sacerdote della comunità indigena Berawan, nel Borneo: “Perché non io?”

ASIA/MALAYSIA – Il primo sacerdote della comunità indigena Berawan, nel Borneo: “Perché non io?”

MIL OSI –

Source: The Holy See in Italian

sabato, 26 settembre 2026

Diocese of Miri
Fr Joel Rut Markus

Miri (Agenzia Fides) – Ha ascoltato l’omelia di un missionario olandese, padre Guido Gockel, pronunciata in lingua iban, uno degli idiomi locali del territorio di Sarawak, nel Borneo malaysiano. Così il giovane Joel Rut Markus, un cattolico locale della tribù degli indigeni Berawan, rimase colpito e iniziò a chiedersi “come mai un prete olandese si fosse preso la briga di imparare e predicare nella lingua locale”. Dopo quell’esperienza, vissuta dieci anni fa, il giovane iniziò a porsi una domanda che lo coinvolse direttamente: “Come potrei io annunciare il Vangelo tra le comunità locali, nelle loro lingue e culture?”. La domanda si radicò nel suo cuore: “Perché non tu? Perché non io?”, si chiedeva, e l’interrogativo lo spinse a riflettere più profondamente sulla chiamata di Dio e quindi ad accogliere la vocazione al sacerdozio.Ora la diocesi di Miri, nel Borneo malaysiano, ha celebrato l’ordinazione presbiterale di Joel Rut Markus, il primo sacerdote proveniente dalla comunità Berawan, tribù indigena locale. La celebrazione si è svolta il 16 settembre alla presenza di oltre 3.000 fedeli presso la chiesa di San Domenico e del Rosario a Taman Tunku, un momento dal significato speciale per la comunità cattolica della diocesi di Miri, che include i cattolici di tutta la parte settentrionale della provincia di Sarawak.Dopo aver accolto la chiamata di Dio, padre Joel, iniziando la sua formazione da seminarista, ha trascorso quattro anni al College General di Penang e altri quattro anni e mezzo al St. Peter’s College di Kuching per la formazione al sacerdozio. Ora il completamento della sua formazione è una grande gioia per la comunità di Miri. Durante l’Eucaristia, il Vescovo Richard Ng di Miri ha ribadito l’invito rivolto ai giovani a considerare la vocazione al sacerdozio, ricordando che “il cammino di formazione sacerdotale richiede molti anni di preparazione, oltre a pazienza, perseveranza e disponibilità ad accogliere la grazia di Dio e fare la Sua volontà”.Riferendosi al percorso di padre Joel, il Vescovo Richard Ng ha incoraggiato i giovani a non esitare a rispondere a una possibile vocazione, affermando che la diocesi di Miri ha bisogno di “operai nella sua vigna”.Padre Joel inizierà il suo ministero sacerdotale presso la chiesa della Sacra Famiglia a Lapok. La sua ordinazione segna un momento significativo per la comunità cattolica di Berawan e aggiunge un nuovo sacerdote locale al ministero pastorale della diocesi di Miri tra le diverse comunità indigene del Sarawak.La diocesi di Miri si estende nel Nord del Sarawak, uno dei due Stati malaysiani sull’isola del Borneo, insieme con lo Stato di Sabah. Le comunità cattoliche includono numerose popolazioni indigene, per le quali lingua e cultura sono elementi importanti della fede e della vita comunitaria.I Berawan appartengono al più ampio insieme di queste popolazioni indigene dell’interno di Sarawak, generalmente indicate come Orang Ulu. Secondo le autorità locali, la comunità conta circa 7.000 persone nel distretto di Baram, distribuite in 17 villaggi.Vivono soprattutto nel bacino del fiume Baram, nelle aree attraversate dai fiumi Tinjar e Tutoh, dove sono presenti diverse comunità organizzate tradizionalmente attorno ad abitazioni comunitarie tipiche di molte popolazioni indigene del Sarawak.La vita tradizionale dei Berawan è stata legata alla foresta, ai fiumi e all’agricoltura, con la coltivazione del riso, la pesca e la caccia. Negli ultimi decenni questo modo di vivere è cambiato profondamente: l’accesso all’istruzione ha ampliato le opportunità per le nuove generazioni, mentre la conversione di vaste aree in piantagioni di palma da olio e l’insabbiamento dei fiumi hanno ridotto gli spazi per alcune delle attività tradizionali.La lingua rappresenta uno degli elementi centrali dell’identità della comunità. Fino a tempi recenti il Berawan è stato prevalentemente una lingua orale: solo nel 2024 è stato presentato a Miri un glossario comparativo della lingua Berawan. La dimensione religiosa riflette la storia e le trasformazioni della comunità. Le tradizioni ancestrali animiste continuano accanto a gruppi che hanno scelto il cristianesimo e, in alcune comunità, l’islam.Nel più ampio contesto del Sarawak, il cristianesimo è particolarmente presente tra le popolazioni indigene. La diocesi di Miri, con 120 mila cattolici su circa 950 mila abitanti, è una comunità composta in larga parte da popolazioni Dayak e Orang Ulu, che hanno ricevuto e progressivamente integrato la fede cristiana mantenendo al tempo stesso elementi importanti della propria identità culturale.In questo intreccio tra lingua, cultura indigena e fede cristiana si colloca la vocazione di padre Joel: il suo desiderio di annunciare il Vangelo nella lingua e nella cultura delle comunità locali diventa un segno di inculturazione e della crescita di una Chiesa capace di esprimersi attraverso i suoi stessi popoli e le loro tradizioni.(PA) (Agenzia Fides 26/9/2026)
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