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ASIA/KAZAKHSTAN – La “diplomazia spirituale” davanti alle sfide globali: etica, intelligenza artificiale, crisi climatica

ASIA/KAZAKHSTAN – La “diplomazia spirituale” davanti alle sfide globali: etica, intelligenza artificiale, crisi climatica

MIL OSI –

Source: The Holy See in Italian

di Paolo AffatatoAstana (Agenzia Fides) – Non è solo un appuntamento di dialogo tra le religioni, ma un laboratorio in cui le comunità di fede sono chiamate a interrogarsi sul proprio ruolo di fronte alle grandi crisi del nostro tempo. È questo il significato della XXIV riunione del Segreteriato del Congresso dei leader delle religioni mondiali e tradizionali, in programma oggi, 7 ottobre, al Palazzo della Pace e della Riconciliazione di Astana, in Kazakistan.Islam, Cristianesimo, Ebraismo, Induismo, Buddismo, Taoismo, Shintoismo e Fede Bahá’í, insieme con rappresentanti di organizzazioni internazionali, istituzioni pubbliche ed esperti provenienti da una ventina di Paesi, si ritrovano per proseguire un processo avviato oltre vent’anni fa. Al centro dell’incontro vi sono due documenti destinati ad avere un particolare rilievo: un Codice etico per l’uso dell’intelligenza artificiale in ambito religioso; e un documento sul ruolo delle religioni nella lotta al cambiamento climatico.Qui il percorso di Astana sembra assumere una dimensione nuova. Se in passato il dialogo interreligioso aveva come obiettivo principale la conoscenza reciproca, la prevenzione deli conflitti e la costruzione della pace, oggi le religioni vengono chiamate a confrontarsi con questioni che investono l’intera umanità. L’intelligenza artificiale, in particolare, pone interrogativi che non sono soltanto tecnici: riguardano la verità, la dignità della persona, la responsabilità, la libertà e il rapporto dell’uomo con la tecnologia, come ha rimarcato Papa Leone XIV nella sua enciclica Magnifica Humanitas.Il progetto di un codice etico per l’IA nasce dalla consapevolezza che anche le comunità religiose sono ormai profondamente coinvolte nella trasformazione digitale. L’intelligenza artificiale viene utilizzata per produrre contenuti, diffondere insegnamenti, raggiungere le giovani generazioni e ampliare la presenza delle comunità nello spazio digitale. Ma proprio questo apre problemi inediti: disinformazione religiosa, falsificazione di parole attribuite ad autorità spirituali, manipolazione dei testi sacri, discorsi d’odio generati artificialmente, radicalizzazione online.Di fronte a una tecnologia che corre più rapidamente della capacità degli Stati di regolamentarla, la domanda che emerge da Astana è dunque anche una domanda sul ruolo pubblico delle religioni: cosa possono offrire le autorità spirituali quando il diritto non riesce ancora a definire regole globali efficaci?La risposta passa dalla cosiddetta “diplomazia spirituale”, che non intende sostituire la diplomazia politica né attribuire alle religioni competenze proprie degli Stati. Piuttosto, si propone come un canale complementare: uno spazio in cui l’autorità morale dei leader religiosi può contribuire a mantenere aperto il dialogo quando le relazioni politiche sono bloccate, a contrastare la disumanizzazione dell’avversario e a individuare principi condivisi al di là delle differenze confessionali.In questo senso, la forza di Astana non risiede soltanto nelle dichiarazioni finali, ma nella continuità di un processo nato nel 2003 e progressivamente istituzionalizzato. Dalle 17 delegazioni di 13 Paesi del primo Congresso si è arrivati alle oltre 100 delegazioni provenienti da circa 60 Paesi dell’VIII Congresso, celebrato nel settembre 2025, mentre oggi si prepara il Congresso del 2028.In questo percorso la presenza della Chiesa cattolica non è marginale. La visita di Papa Francesco al VII Congresso, nel 2022, ha rappresentato un passaggio particolarmente significativo, confermando il valore del Congresso come spazio internazionale di dialogo tra le religioni. Nel 2025, inoltre, il messaggio di Papa Leone XIV all’VIII Congresso ha sottolineato l’importanza del “lavorare insieme”, ricordando che il dialogo non richiede di cancellare le differenze, ma può trasformarle in occasioni di cooperazione. La collaborazione tra Astana e la Santa Sede prosegue: alla sessione del Segretariato è presente padre Laurent Basanese SJ, Capo Ufficio del Dicastero prefetto del Dicastero per il Dialogo Interreligioso;La scelta di mettere sullo stesso tavolo intelligenza artificiale, cambiamento climatico e tutela della dignità umana tocca ambiti in cui la dimensione normativa appare ancora fragile o frammentata a livello globale. Qui – si afferma nella conferenza odierna – i leader religiosi possono avere un ruolo cruciale, non perché possano sostituire i parlamenti o le istituzioni internazionali, ma perché dispongono di una forma di autorità diversa: quella morale, educativa e comunitaria. Possono richiamare il primato della persona sull’algoritmo, possono educare a un uso responsabile degli strumenti digitali; dispongono di reti sociali capillari, di una forte capacità educativa e di una presenza quotidiana nelle comunità, incidendo sul tema della responsabilità ambientale, tema politico ma anche questione morale e spirituale: responsabilità verso il creato, verso i poveri e verso le generazioni future.La sfida oggi è trasformare il dialogo in iniziative concrete. Al Congresso di Astana si cerca di costruire quel consenso morale senza il quale anche le norme rischiano di rimanere inefficaci. Il fine è creare un terreno comune attorno ad alcuni principi fondamentali: la dignità della persona, il rispetto della vita, la verità, la responsabilità, la giustizia, la compassione, la pace. L’esperienza di Astana sembra voler dire proprio questo: le religioni non devono diventare attori politici per essere attori della pace. Possono esercitare una responsabilità pubblica attraverso l’educazione, la testimonianza, il dialogo e la formazione di una coscienza condivisa. La “diplomazia spirituale” di Astana contribuisce a ricordare che la questione non è soltanto come governare la tecnologia o i rapporti tra gli Stati, ma quale idea di persona e di umanità si vuole proteggere e promuovere.(Agenzia Fides 7/10/2026)
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