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ASIA/MYANMAR – Chiese occupate dall’esercito e comunità cristiane provate dal conflitto: il racconto di un parroco di Sagaing

ASIA/MYANMAR – Chiese occupate dall’esercito e comunità cristiane provate dal conflitto: il racconto di un parroco di Sagaing

MIL OSI –

Source: The Holy See in Italian

venerdì, 16 ottobre 2026

Kachin News Group
La chiesa battista occupata

do Paolo AffatatoMiao (Agenzia Fides) – “La guerra civile è ancora intensa e la situazione è molto difficile. I gruppi armati continuano a combattere in diverse aree della nostra zona e mantengono le loro posizioni attorno alla parrocchia. Sono sfollato e mi trovo in un villaggio, dove assisto le persone costrette a lasciare le proprie case. Speriamo nella grazia di Dio e preghiamo per la nostra parrocchia”. È la testimonianza affidata all’Agenzia Fides da padre Stephen Sut Awng, parroco di Katha, nello Stato di Sagaing, nel nord del Myanmar, dove il conflitto continua a coinvolgere la popolazione civile e le comunità cristiane.Assegnato alla parrocchia nel 2025, il sacerdote racconta a Fides che la situazione nel distretto di Katha resta segnata dagli intensi combattimenti tra l’Esercito per l’Indipendenza del Kachin (KIA) e le forze armate del Myanmar. La presenza dell’esercito e di gruppi armati nella città rende difficile la vita quotidiana e ha costretto anche il parroco ad allontanarsi dalla sede parrocchiale.Padre Sut Awng precisa a Fides un dettaglio importante: la chiesa cattolica di San Giuseppe, situata nella città di Katha, non è occupata dai militari, come scritto nei giorni scorsi in alcuni rapporti di stampa. Resta occupata dall’esercito, invece, la chiesa cattolica di San Michele, nel villaggio di Bye Malut, a circa otto chilometri da Katha. “Nell’edificio non è possibile celebrare le funzioni liturgiche”, racconta notando con amarezza che “il luogo sacro, un luogo di Dio, un luogo di pace è usato come luogo di armi e di guerra”.Il sacerdote vive attualmente nel villaggio di Napa, a circa 26 chilometri da Katha, insieme agli sfollati interni, le persone costrette a fuggire dalle proprie case a causa dei combattimenti. “Lontano dalla chiesa parrocchiale, continuo a svolgere il mio ministero restando accanto a chi ha perso la sicurezza e la stabilità della vita quotidiana. Siamo a fianco degli sfollati, cercando di donare un po’ di consolazione e testimoniando la presenza di Dio, che è la nostra speranza”, racconta. Nelle difficoltà nella vita quotidiana, e in uno scenario di conflitto che dura ormai da cinque anni, “come cristiani continuiamo a invocare il dialogo e la pace”, dice. “Affido al Signore e alla Vergine Maria la speranza e di vedere cessare i combattimenti che da troppo tempo segnano la vita della popolazione e di poter tornare alla mia parrocchia”, concludeL’episodio di Katha si inserisce in un quadro più ampio di violenze che colpiscono luoghi di culto cristiani in diverse aree del Myanmar. Nello Stato di Kachin, nel nord del Paese, leader cristiani hanno denunciato l’utilizzo di una chiesa Battista per un’attività legata a una milizia alleata con l’esercito birmano.Come ha reso noto il Kachin news group, il 23 settembre, nella chiesa battista di Nant Mun, oltre 400 membri dello “Shanni Nationalities Army” (SNA) – milizia alleata con l’esercito birmano – hanno partecipato a una cerimonia di diploma al termine di un corso di addestramento, alla presenza del capo del Comando regionale settentrionale dell’esercito birmano. “Trasformare un luogo sacro di culto in un sito militare è una violazione della libertà di religione e un offesa ai cristiani Kachin”, rilevano, sollecitando un intervento delle Nazioni Unite. La vicenda si colloca in una situazione di generale instabilità e in una regione in cui i combattimenti hanno provocato danni a edifici religiosi e civili.Un altro episodio riguarda lo Stato di Chin, nella parte occidentale del Myanmar, dove il 14 settembre è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco il Pastore battista Dal Thawn Tuang, 49 anni, che lascia la moglie e due figli. Assistente della chiesa battista di Lamzang, aveva servito la comunità per 22 anni. Stava tornando a casa dopo aver svolto il proprio ministero in un villaggio vicino quando è stato colpito, nei pressi di un ponte in una sparatoria i cui dettagli restano da chiarire.(Agenzia Fides 16/10/2026)
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