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Source: The Holy See in Italian
giovedì, 5 novembre 2026
Asunción (Agenzia Fides) – Tutela dei risparmiatori più poveri, massima trasparenza sui fondi pubblici depositati nelle banche coinvolte nella crisi, indagini indipendenti e vigilanza della società civile sull’operato delle autorità. Sono questi i punti principali della dichiarazione della Conferenza episcopale paraguaiana (CEP), pubblicata ieri, 4 novembre, sulla crisi bancaria che sta attraversando il Paraguay.All’origine della vicenda c’è il commissariamento da parte della Banca centrale del Paraguay (BCP) di Ueno Bank, il più grande istituto di credito digitale del Paese, dopo che il suo coefficiente di solvibilità è sceso a meno della metà del limite previsto dalla legge. Il presidente della Banca centrale, Carlos Carvallo, si è dimesso su richiesta del presidente della Repubblica, Santiago Peña. In precedenza, Carvallo aveva guidato la società finanziaria successivamente trasformata in Ueno Bank, circostanza che ha alimentato pesanti critiche per le presunte lacune normative e i possibili conflitti di interesse.L’Unità specializzata per i crimini economici e la lotta alla corruzione ha disposto l’arresto di otto persone, tra dirigenti di alto livello e figure legate all’istituto di credito. Tra queste figurano il fondatore e azionista di maggioranza, Miguel Vázquez, e il presidente di Ueno Bank, Juan Manuel Gustale.Il provvedimento della BCP ha comportato il blocco dell’applicazione digitale, delle carte di credito e dei servizi di trasferimento di denaro di Ueno Bank. Circa tre milioni di utenti, pari a circa il 60% della popolazione adulta del Paraguay, si sono così ritrovati impossibilitati ad accedere ai propri risparmi depositati presso la banca. I risparmiatori, esasperati, sono scesi in piazza ad Asunción e si sono radunati davanti alle filiali chiuse per reclamare la restituzione del proprio denaro, accusando politici e rappresentanti delle istituzioni di essere corresponsabili di quanto accaduto.Nella dichiarazione, diffusa in occasione della 250ª Assemblea generale ordinaria, i Vescovi chiedono innanzitutto che i risarcimenti diano priorità alle persone più vulnerabili. Auspicano una rapida restituzione delle somme depositate a pensionati, lavoratori, piccoli risparmiatori e imprenditori, senza inutili ostacoli burocratici e con particolare attenzione agli anziani.I presuli chiedono inoltre la massima trasparenza sull’entità dei fondi dell’Instituto de Previsión Social (IPS) e dello Stato depositati presso Ueno Bank, nonché sulle modalità e sui tempi previsti per il loro recupero.La Conferenza episcopale sollecita poi indagini approfondite da parte del Congresso, della magistratura, della Corte dei conti e della stessa Banca centrale, affinché siano accertate tutte le responsabilità, “indipendentemente dalla posizione o dalla vicinanza al potere”.Infine, i Vescovi invitano le parrocchie a sostenere le famiglie colpite dalla crisi e ad aiutarle nelle procedure necessarie per recuperare i propri risparmi. Mettono inoltre in guardia contro possibili truffe, raccomandando ai correntisti di non consegnare le password dei propri conti a chiunque prometta di aiutarli a “recuperare” il denaro. (L.M.) (Agenzia Fides 5/11/2026)
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