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ASIA/PAKISTAN – Il Vicario Apostolico Shaw: “In Belucistan una missione di amore e di fraternità”

ASIA/PAKISTAN – Il Vicario Apostolico Shaw: “In Belucistan una missione di amore e di fraternità”

MIL OSI

Source: The Holy See in Italian

sabato, 23 maggio 2026

Vicariato Apostolico di Quetta
A sinistra mons. Shaw

Quetta (Agenzia Fides) – I cristiani in Belucistan vivono e testimoniano la fede in Cristo con una presenza intrisa di amore e sono ponte tra le varie componenti delle società: lo dice all’Agenzia Fides mons Sebastian Shaw OFM, Vicario Apostolico di Quetta, capitale della provincia pakistana del Belucistan, nel Pakistan occidentale. L’Arcivescovo Shaw, dopo aver guidato la comunità di Lahore, in Punjab, il 24 marzo ha iniziato il ministero pastorale nel  Vicariato che abbraccia la più estesa provincia del Pakistan (pari al 44% del territorio nazionale). “Il Vicariato è la circoscrizione ecclesiastica più grande del Pakistan per estensione geografica, ma anche la più povera e con il numero più scarso di cattolici”, osserva in un colloquio con Fides.”I circa 35mila fedeli, divisi in 9 parrocchie, sono sparsi in una società di circa 15 milioni di abitanti, con il 55% di beluci e 35% pashtun , accanto a minoranze hazara, punjabi e altre: tutte genti accomunate dalla religione islamica”, racconta il Vicario, ricordando che il territorio della provincia confina con Afghanistan e Iran ed è attraversato da forti spinte di instabilità.Il Belucistan è pesantemente  segnato dalla violenza, mentre continua la ribellione separatista guidata da gruppi come il Balochistan Liberation Army e altre formazioni che lottano per l’indipendenza. Vi è anche la presenza di gruppi terroristici e settari che compiono attacchi contro le forze di sicurezza e le infrastrutture, mentre il governo centrale del Pakistan è accusato di sfruttare le risorse naturali del territorio senza avviare localmente programmi di sviluppo. “Il tasso di povertà  è altissimo, è bassissima la  scolarizzazione, soprattutto femminile, vi è diffuso analfabetismo, scarsa accessibilità a sanità e servizi di base”, racconta il Vescovo, notando anche il forte divario fra le aree urbane, come la città di Quetta, e quelle  rurali, montuose o desertiche,  molto più arretrate e abbandonate.”La missione della piccola comunità cattolica  in questa situazione particolare, segnata dal pluralismo etnico, dalla violenza, dalla povertà,  in un contesto quasi totalmente islamico, è quella di creare ponti e unire le persone, nello spirito della fraternità e dell’accoglienza reciproca”, dice. “Questa è la missione affidataci da Gesù Cristo: amare Dio, amarci gli uni gli altri e amare il prossimo, chiunque incontriamo sul nostro  cammino”, ricorda.Racconta il Vescovo a Fides: “Abbiamo nel Vicariato 19 sacerdoti e 18 suore in tutto e, con l’ausilio dei  catechisti laici, portiamo avanti l’opera pastorale e anche le attività  nel campo sociale.  Ad esempio nelle nostre scuole – il Vicariato gestisce 10 scuole e un collegio, fornendo istruzione a circa 8.500 studenti – vi sono bambini e ragazzi di tutte le lingue e tribù. Attraverso la scuola, ragazzi provenienti da ogni dove, da diverse comunità, si incontrano e imparano la convivenza pacifica. Anche attraverso la Caritas, siamo pronti ad assistere la popolazione nelle emergenze o nello condizione di indigenza”. Il Vicario apostolico rimarca, in modo specifico,  il ruolo dei catechisti “che è molto importante perché sono i nostri pionieri, vano spesso in apre remote a visitare le famiglie,  portare il Vangelo, dispensare aiuti”, nota.E quando nella società irrompe la violenza, dice, “cerchiamo di essere uno strumento di pace, pur restando cauti.  Come dice San Paolo, ogni volta che ne abbiamo l’opportunità diamo la nostra testimonianza di pace e per la riconciliazione”. “Siamo nell’anno in cui si celebrano gli 800 della morte di Francesco di Assisi”, ricorda mons. Shaw, che appartiene all’Ordine dei Frati Minori. “In Belucistan  seguiamo la vita e la via semplice di San Francesco, il quale diceva che quando c’è bisogno di predicare, si predica;  ma normalmente, nella vita quotidiana, la sola nostra presenza è già un segno di fede, di speranza e di carità, un segno della presenza di Cristo”.La Chiesa locale ha estremo bisogno di personale ecclesiale, dunque il Vescovo invita le congregazioni religiose, maschili e femminili, a stabilirsi nel Vicariato: “Non è facile che compiano questa scelta a causa delle condizioni di difficoltà che viviamo sul territorio. Ma io dico: non abbiate paura, ascoltate la chiamata dello Spirito. La gente del Belucistan vi aspetta  per rendere presente e realizzare  la missione di Cristo”.(PA) (Agenzia Fides 22/5/2025)
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