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Source: The Holy See in Italian
mercoledì, 12 agosto 2026
Khartoum (Agenzia Fides) – Prosegue la guerra in Sudan tra attacchi di droni e tensioni con Etiopia e Sud Sudan, che appare sempre più un conflitto frammentato e tecnologicoMentre l’esercito sudanese (Sudan Armed Forces SAF) cerca di consolidare i territori riconquistati, i miliziani delle Rapid Support Forces (RSF) mantengono una forte presenza in Darfur e puntano a riaprire il fronte verso Khartoum.Il punto più delicato nelle ultime settimane è El Obeid, capitale del North Kordofan e nodo strategico tra il Sudan centrale, il Darfur e le regioni meridionali.La città è sottoposta da mesi a una pressione crescente delle RSF(vedi Fides 3/8/2026). L’ONU ha lanciato ripetuti allarmi sul rischio che El Obeid possa trasformarsi in una nuova El Fasher, la città del Darfur conquistata dalle RSF nel 2025 dopo un lungo assedio e teatro di gravi atrocità contro la popolazione civile (vedi Fides 28/10/2025). A giugno il segretario generale dell’ONU aveva segnalato l’arrivo di importanti rinforzi delle RSF intorno alla città, temendo una possibile offensiva terrestre.La caratteristica più evidente della battaglia è tuttavia l’impiego massiccio dei droni. Secondo l’Alto commissariato ONU per i diritti umani, tra il 6 e il 28 giugno almeno 15 attacchi con droni nell’area di El Obeid avevano provocato almeno 45 morti e 41 feriti civili; gli attacchi hanno colpito anche mercati, scuole, stazioni di servizio, infrastrutture idriche e veicoli.Un altro sviluppo importante riguarda il Blue Nile, nel sud-est del Paese, al confine con l’Etiopia. Nelle ultime settimane l’esercito sudanese ha cercato di consolidare le proprie posizioni dopo aver recuperato terreno nella regione. Il controllo di località come Kurmuk è particolarmente importante perché permette di proteggere le vie di comunicazione con l’Etiopia e di limitare le possibilità di movimento delle forze avversarie.La situazione resta però estremamente fluida. Proprio il 12 agosto sono arrivate notizie di combattimenti nell’area di Qaisan, dove le forze sudanesi hanno affermato di aver respinto un attacco delle RSF e di gruppi alleati.Il conflitto non può più essere letto soltanto come uno scontro interno tra le SAF del generale Abdel Fattah al-Burhan,e le RSF guidate da Mohammed Hamdan Dagalo, detto “Hemedti”. Il Sudan è diventato anche un campo di competizione tra potenze regionali e reti militari transfrontaliere (vedi Fides 7/5/2026).Le accuse di sostegno esterno alle due parti si sono moltiplicate. Il Sudan ha accusato l’Etiopia di aver consentito il lancio di droni dal proprio territorio contro obiettivi sudanesi; parallelamente, sono emerse inchieste e accuse riguardanti il sostegno regionale alle RSF, in particolare da parte degli Emirati Arabi Uniti.La drammatica situazione umanitaria in Sudan è stata ricordata da Papa Leone XIV al termine dell’Angelus di domenica 9 agosto. “Continuo a seguire con preoccupazione la tragica situazione in Sudan, specialmente nella città di El-Obeid” ha detto il Pontefice che ha rinnovato l’appello “alle autorità affinché siano garantiti corridoi umanitari per la popolazione civile”. “Al tempo stesso, esorto la comunità internazionale a sostenere gli sforzi volti a raggiungere un immediato cessate il fuoco. Preghiamo il Signore perché sostenga coloro che soffrono, converta i cuori di chi semina violenza e conceda la tanto attesa pace” ha concluso il Santo Padre. (L.M.) (Agenzia Fides 12/8/2026)
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