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AFRICA/GHANA – Polemica sulla Corte Suprema. I Vescovi: “Più cautela, non dimissioni”

AFRICA/GHANA – Polemica sulla Corte Suprema. I Vescovi: “Più cautela, non dimissioni”

MIL OSI

Source: The Holy See in Italian

martedì, 8 settembre 2026

Accra (Agenzia Fides) – Il Presidente della Corte Suprema, Paul Baffoe-Bonnie, dovrebbe essere più cauto nel rilasciare dichiarazioni, ma non vi sono motivi per chiederne le dimissioni. È questa, in sintesi, la posizione della Conferenza Episcopale del Ghana sulla controversia nata dalle dichiarazioni rilasciate da Baffoe-Bonnie il 2 settembre 2026, durante le visite di lavoro al Social Security and National Insurance Trust (SSNIT) e al Minerals Income Investment Fund (MIIF).Il Presidente della Corte Suprema ha fatto un riferimento critico agli “ultimi otto anni” che, nel contesto politico del Ghana, poteva ragionevolmente essere interpretato come un confronto tra l’attuale amministrazione e la precedente. Quella che poteva essere intesa come una valutazione dell’operato istituzionale ha quindi assunto, almeno in apparenza, il carattere di un giudizio di parte, suscitando forti polemiche da parte dell’opposizione.In una dichiarazione firmata il 6 settembre dal suo Presidente, Mons. Matthew Kwasi Gyamfi, Vescovo di Sunyani, la Conferenza Episcopale del Ghana afferma che “’l’indipendenza della magistratura non è solo una questione di imparzialità effettiva; dipende anche dall’apparenza visibile e inequivocabile di imparzialità. Un giudice, e soprattutto il capo della magistratura, deve essere, e deve apparire essere, al di sopra delle lotte partitiche”.“Il Presidente della Corte Suprema, come ogni cittadino, ha diritto alle proprie convinzioni”, affermano i Vescovi. “La questione non è se possa nutrirle, ma se la sua condotta pubblica nell’esercizio delle sue funzioni debba mai creare spazio per ragionevoli dubbi sulla sua posizione al di sopra delle parti”.I Vescovi ritengono tuttavia che “le richieste di dimissioni basate solo su questo fatto ci sembrano sproporzionate rispetto alla gravità dell’imprudenza”, anche perché “lo stesso livello di moderazione deve essere richiesto a ogni funzionario pubblico, indipendentemente da chi ricopra l’incarico o da quale partito sia al governo”.“Continuiamo a includere nelle nostre preghiere la magistratura e tutti coloro che servono la nazione nelle cariche pubbliche, e preghiamo che Dio conceda ai nostri leader la saggezza di servire la verità, la giustizia e l’unità della nostra casa comune”, concludono i Vescovi. (L.M.) (Agenzia Fides 8/9/2026)
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