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ASIA/FILIPPINE – Laici missionari per la verità e la giustizia: “Il battesimo ci chiama a trasformare la società”, dice il presidente di “Laiko”

ASIA/FILIPPINE – Laici missionari per la verità e la giustizia: “Il battesimo ci chiama a trasformare la società”, dice il presidente di “Laiko”

MIL OSI –

Source: The Holy See in Italian

giovedì, 22 ottobre 2026

Laiko
Albert Loteyro (alla sinistra del Vescovo Severo Caermare) e i membri della Commissione per il laicato della Conferenza Episcopale delle Filippine (CBCP)

di Paolo AffatatoManila – Una missione di “verità e giustizia”, da vivere nella società, nella politica, nella lotta alla corruzione e nella vicinanza alle persone più vulnerabili: è la vocazione dei laici cattolici nelle Filippine secondo Albert Loteyro, presidente della Consulta nazione dei laici cattolici delle Filippine, organismo denominato “Laiko”, e Segretario esecutivo della Commissione episcopale per il laicato della Conferenza episcopale filippina (CBCP). Il suo richiamo si inserisce nel cammino della Chiesa locale, che invita i fedeli a “tradurre la fede in una presenza concreta nella società”, di fronte a sfide che toccano la vita quotidiana di milioni di persone.Parlando all’Agenzia Fides a margine del Forum internazionale di Azione cattolica (FIAC), svoltosi a Roma nei giorni scorsi, Loteyro ha dichiarato: «Da laici ci chiediamo: qual è la nostra identità, la nostra vocazione e la missione? Per me, e per ciascuno di noi, la mia identità è, in virtù del Battesimo, essere figlio di Dio. La mia vocazione è una chiamata alla santità», afferma. «Così possiamo pensare all’identità e alla missione delle nostre organizzazioni e associazioni laicali», rileva.Il presidente di “Laiko” coordina una realtà articolata, composta da circa 58 organizzazioni laicali nazionali e 56 Consigli diocesani dei laici. «Lavoriamo insieme, in uno stile di leadership e di presenza partecipativo e consultivo», spiega a Fides, sottolineando l’importanza di animare e mettere in rete associazioni, comunità e organismi ecclesiali in tutto il paese. «Il ruolo dei laici nelle Filippine, nell’attuale scenario sociale, politico ed economico, è molto importante. Collaboriamo con il clero e con i vescovi, consapevoli della nostra missione».«La missione dei noi laici – ribadisce – è portare la luce della fede nelle questioni temporali, essere partecipi e attivi anche nell’ambito sociale e politico». Questa responsabilità si traduce nella ricerca di verità e giustizia nella vita pubblica: «Per esempio, di fronte al tema della corruzione, vogliamo sostenere la verità e l’equità nel modo in cui si agisce in politica. Anche davanti agli ultimi scandali sui cosiddetti “progetti fantasma” per la prevenzione delle inondazioni, o nella questione dell’impeachment di Sara Duterte, la bussola per noi laici cattolici è seguire, promuovere, agire per la giustizia e la verità».Il riferimento ai progetti contro le inondazioni richiama una questione che ha assunto grande rilievo nel dibattito pubblico filippino. Nel 2025 sono state avviate indagini su ampie irregolarità in opere di controllo delle alluvioni, con contestazioni riguardanti lavori incompleti o di qualità insufficiente e l’impiego di fondi pubblici. Le accuse e le responsabilità sono oggetto di verifiche e procedimenti: proprio per questo, osserva Loteyro, «la richiesta di trasparenza e responsabilità deve rimanere un criterio essenziale per chi partecipa alla vita pubblica».Il problema della corruzione nelle Filippine è al centro del dibattito pubblico e anche degli interventi dei Vescovi. Nell’Indice di percezione della corruzione 2025 della Ong “Transparency International”, le Filippine hanno ottenuto un punteggio di 32 su 100, dove zero indica un livello percepito di corruzione pubblica molto elevato e 100 un settore pubblico caratterizzato da integrità.Accanto alla corruzione, Loteyro indica la povertà e la disoccupazione come sfide che interpellano direttamente le comunità cristiane. Secondo i dati ufficiali della Philippine Statistics Authority del 2025, circa il 10% della popolazione filippina (11 milioni di persone) vive sotto la soglia nazionale di povertà, non disponendo di risorse sufficienti a coprire i bisogni essenziali. Sul fronte del lavoro, il tasso medio annuo di disoccupazione (dati del 2025) è del 4,2% pari a circa 2,14 milioni di persone disoccupate, mentre milioni sono i “lavoratori informali” o a giornata.«La povertà e la disoccupazione sono sfide importanti che vanno affrontate e che richiedono un nostro contributo», afferma Loteyro. Per rispondere, le organizzazioni laicali cattoliche, nei diversi contesti dell’arcipelago, cercano di essere presenti nei luoghi in cui si manifestano le difficoltà. «I laici delle nostre organizzazioni vanno nelle periferie per scoprire quali sono i bisogni delle persone. I membri delle nostre organizzazioni sono presenti, prestano attenzione e promuovono una grande rete di protezione umana e sociale».Questa presenza, nella prospettiva del presidente di “Laiko”, è parte integrante dell’annuncio del Vangelo. La missione non consiste soltanto nelle attività pastorali o nell’animazione delle comunità, ma anche «nel contribuire a costruire una società più giusta, a contrastare la menzogna, a promuovere una partecipazione responsabile alla vita democratica». Sono temi che hanno accompagnato anche la “Settimana nazionale dei laici”, organizzata da “Laiko” ecelebrata nello scorso settembre, dedicata alle cosiddette “5 K”: Korapsyon (corruzione), Kahirapan (povertà), Kriminalidad (criminalità), Kasinungalingan (menzogna e disinformazione) e Kataksilan (tradimento civico). La settimana ha promosso iniziative di formazione politica e mobilitazione nelle parrocchie, invitando i fedeli a riconoscere e affrontare questi mali sociali.Un nuovo passaggio di questo percorso sarà la prossima Assemblea nazionale dei laici cattolici filippini, promossa da “Laiko” e in programma il 6 e 7 novembre a Cebu. L’incontro, il primo del suo genere, riunirà presidenti nazionali delle associazioni laicali, responsabili delle commissioni diocesane e leader laici provenienti da diverse parti del Paese. Il motto scelto, “One Laiko. One Mission” esprime l’intenzione di rafforzare la comunione e la collaborazione tra le diverse realtà, rinnovando la presenza dei laici nella Chiesa e nella società.«L’obiettivo – spiega a Fides Loteyro – è ascoltare. Ascoltare i nostri leader laici, ascoltare i bisogni della gente, ascoltare per rivedere il nostro stile di presenza nella società. I temi sono l’ascolto e la partecipazione, per rendere la nostra missione nella società sempre più feconda, secondo la volontà di Dio». L’assemblea sarà dunque un’occasione di confronto e discernimento comune, orientata a una Chiesa sinodale, capace di leggere le esigenze delle comunità e di rispondervi attraverso una responsabilità condivisa.Loteyro affida ai laici filippini un auspicio che riassume il senso della loro vocazione: «La mia speranza è che tutti i laici nelle Filippine possano realizzare la loro vocazione missionaria. Siamo tutti chiamati e inviati ad annunciare il Vangelo. Spero che tutti possiamo rispondere a questa chiamata di Dio. In virtù del nostro Battesimo, siamo chiamati a essere missionari e il mondo attende da noi una parola e un’azione di luce e di speranza».(Agenzia Fides 22/10/2026)
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