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ASIA/MEDIO ORIENTE – Documento sul futuro dei Cristiani in Medio Oriente: non ci aiutano “protezioni” occidentali o “alleanze tra minoranze”

ASIA/MEDIO ORIENTE – Documento sul futuro dei Cristiani in Medio Oriente: non ci aiutano “protezioni” occidentali o “alleanze tra minoranze”

MIL OSI

Source: The Holy See in Italian

Headline: ASIA/MEDIO ORIENTE – Documento sul futuro dei Cristiani in Medio Oriente: non ci aiutano “protezioni” occidentali o “alleanze tra minoranze”

Antelias – In Medio Oriente ci sono realtà ecclesiali che “per ottenere assistenza da alcuni gruppi cristiani americani ed europei, adottano idee che militano contro la convivenza, esagerano le sofferenze dei cristiani e promuovono la teoria della persecuzione sistematica da parte dei musulmani”. Altri soggetti ecclesiali puntano tutto sulla strategia della “alleanza tra minoranze” o sulla protezione di regimi autoritari come uniche vie per assicurare la sopravvivenza in Medio Oriente delle comunità cristiane autoctone. Si tratta di scelte e orientamenti fuorvianti, che rischiano di pesare negativamente sul futuro della presenza cristiane nell’area mediorientale e di rinnegare la stessa missione a cui oggi la Chiesa chiamata nella parte del mondo ha vissuto la sua vita terrena. Sono queste alcune delle provocazioni disseminate nel documento intitolato “Cristiani in Medio Oriente: per un rinnovamento delle scelte teologiche, sociali e politiche”. Il lungo e denso contributo, articolato in cento paragrafi, si offre come un tentativo sistematico do considerare in profondità la condizione presente delle comunità cristiane nel contesto arabo-mediorientale. Si tratta di una iniziativa che non ha uguali nella storia recente della riflessione teologica e pastorale sul presente e il futuro dei cristiani in Medio oriente. Il documento, diffuso oggi nel corso di una presentazione ufficiale organizzata presso la sala conferenze della chiesa di Sant’Elia, a Antelias , è frutto del lungo lavoro compiuto da un’equipe ecumenica di specialisti in teologia, studi sociali e questioni geopolitiche, “uomini e donne, ministri ordinati e laici, che hanno voluto confrontarsi con franchezza e libertà anche “su questioni che qualcuno può considerare non consono a un dibattito pubblico”. Nell’equipe, che ha assunto come sigla una formula che riecheggia un versetto del Deuteronomio , figurano tra gli altri la professoressa Souraya Bechealany, già segretaria generale del Consiglio sulle Chiese del Medio Oriente, e il sacerdote maronita Rouphael Zgheib, direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie del Libano.