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ASIA/PAKISTAN – Diritti delle minoranze: urge attuare il pronunciamento della Corte Suprema del 2014

ASIA/PAKISTAN – Diritti delle minoranze: urge attuare il pronunciamento della Corte Suprema del 2014

MIL OSI

Source: The Holy See in Italian

Headline: ASIA/PAKISTAN – Diritti delle minoranze: urge attuare il pronunciamento della Corte Suprema del 2014

Lahore – “Il governo federale e quelli provinciali hanno attuato ben poche raccomandazioni del noto pronunciamento della Corte Suprema del 19 giugno 2014 sui diritti delle minoranze religiose. Questo accade a causa della mancanza di buon governo, dell’indifferenza nei confronti dei diritti umani e della situazione delle minoranze. E’ urgente che i governi si adoperino per mettere in pratica la storica sentenza”: è quanto dice all’Agenzia Fides il leader cattolico Peter Jacob, direttore del “Center for Social Justice” , organizzazione della società civile pakistana impegnata sul fronte della promozione dei diritti. In una conferenza organizzata il 18 giugno a Lahore, Jacob ha notato: “Secondo quanto accertato dal CSJ, un collegio della Corte Suprema ha condotto 28 udienze di follow-up che hanno inviato ai governi federale e provinciali 80 ordinanze supplementari al fine di attuare gli ordini originari emessi nel 2014”. I relatori della conferenza, organizzata dal CSJ nell’8° anniversario del pronunciamento della Corte sui diritti delle minoranze, si sono rammaricati per il fatto che l’attuazione sia stata in gran parte mancata. E hanno esortato il governo a rispettare le direttive emesse il 19 giugno 2014 dall’allora Presidente della Corte Suprema del Pakistan, Tassaduq Hussain Jillani. I relatori hanno inoltre sottolineato che la apposita Commissione creata dalla Corte suprema ha svolto un’opera lodevole e ha presentato 11 rapporti alla Corte, relazionando sulle attività e le sfide relative all’osservanza del verdetto.Nasira Iqbal, giudice in pensione, ha dichiarato: “Sono passati otto anni dall’emanazione di quel pronunciamento e stiamo ancora aspettando la sua attuazione. È responsabilità del governo attuare gli ordini dei tribunali e affrontare gravi problemi che le minoranze incontrano in Pakistan. La sentenza sottolinea l’uguaglianza dei diritti per tutti i cittadini, indipendentemente dalla fede, pertanto il governo deve sviluppare programmi di studio inclusivi e tolleranti per tutti, come disposto dal tribunale”.Saroop Ijaz, leader laico e attivista, ha affermato: “Le direttive della sentenza storica avevano il potenziale di compiere una riforma di ampia portata, per contribuire al progresso della libertà religiosa e alla costruzione di una società armoniosa. Ma i governi federale e provinciali non hanno colto l’opportunità per realizzare l’uguaglianza dei diritti e il rispetto della diversità etica e religiosa in Pakistan”. E ha osservato: “Questo può essere dovuto a una mancanza di capacità politica o alla mancanza di volontà istituzionale del governo”.Come ha ricordato l’avvocato Saqib Jillani, la Costituzione del Pakistan garantisce a tutti i cittadini, senza alcuna discriminazione, le libertà fondamentali come la libertà di professare la religione e di gestire le istituzioni religiose, e il diritto di uguaglianza per tutti i cittadini. Jillani ha sottolineato: “I governi federale e provinciale dovrebbero adempiere alle loro responsabilità costituzionali, affrontando le lacune nella governance e attuando le misure per promuovere e proteggere efficacemente i diritti delle minoranze”.Intervenendo alla conferenza, la cattolica Michelle Chaudhry, Presidente della “Cecil e Iris Chaudhry Foundation”, ha notato: “La Commissione nazionale per le minoranze e la task force sulle minoranze, costituite attraverso notifiche e risoluzioni nel maggio 2020 e nel giugno 2022, sono state utili a rappresentare la piena osservanza dovuta alle disposizioni del tribunale, ma finora si è registrato un totale disinteresse verso i contenuti del verdetto emesso dalla Corte”.La Corte, in particolare, ordinava all’esecutivo del Pakistan di istituire un Consiglio nazionale per le minoranze; di sviluppare un curriculum di studi scolastici teso a creare pace e armonia nella società; di implementare la misura delle quote di lavoro riservate a membri delle minoranze; di attuare misure per contenere l’incitamento all’odio; di organizzare iniziative pubbliche per promuovere la tolleranza sociale e religiosa; di punire le violazioni dei diritti umani contro le minoranze religiose. Il CSJ, studiando e monitorando le lacune nell’attuazione degli ordini del tribunale, ha prodotto tre rapporti di valutazione, intitolati: “When Compliance Fails Justice”, pubblicato nel 2016; “A Long Wait for Justice” nel 2019 e “Justice Yet Afar” nel 2021.