MIL OSI –
Source: The Holy See in Italian
Headline: ASIA/PAKISTAN – Diritti, istruzione, libertà di fede: urgono leggi e politiche efficaci per la protezione delle minoranze
Islamabad – Il governo deve introdurre tutele legali e amministrative per proteggere le minoranze dalle violazioni dei diritti umani, adottare misure serie per fermare le conversioni religiose forzate, prevenire l’uso improprio delle leggi sulla blasfemia, assegnare il 5% di posti di lavoro alle minoranze religiose. Sono tra le richieste avanzate nella conferenza pubblica organizzata ieri, 11 agosto, a Karachi dall’Organizzazione non governativa “Voice for Justice”, in occasione della Giornata nazionale delle minoranze Come appreso da Fides, il portavoce dell’Ong, Ilyas Samuel, ha affermato: “Chiediamo legali e amministrative. Vogliamo realizzare il Pakistan promesso dal fondatore del Pakistan Muhammad Ali Jinnah, dove tutti hanno libertà e uguali diritti”. Citando i casi di blasfemia, Ilyas Samuel ha ricordato: “La maggior parte dei casi di blasfemia, spesso usata per colpire intenzionalmente i cristiani, si basa su accuse inventate che fanno sì che l’imputato debba affrontare diversi anni di reclusione; al contrario, il denunciante che presenta false accuse gode dell’impunità. A volte l’accusa sfocia in violenze di massa contro i membri delle comunità minoritarie”.“La nostra società – spiega Samuel a Fides – è stata intossicata da odio, discriminazione ed estremismo a causa dell’inerzia da parte della macchina governativa, che ha provocato un aumento degli episodi di intolleranza e violenza in nome della religione. Urge intervenire contro coloro che attaccano le minoranze religiose”.Nuzhat Shireen, musulmana e presidente della Commissione sullo status delle donne nella Provincia del Sindh, ha dichiarato: “Il fondatore del Pakistan, Muhammad Ali Jinnah immaginava che il Pakistan diventasse un paese pacifico, dove non vi fossero discriminazioni, intolleranze e violenze e tutti i cittadini potessero godere dell’uguaglianza di diritti, di pari opportunità, liberi di praticare la propria fede. Oggi il governo deve introdurre riforme nelle leggi e nelle politiche che colpiscono le minoranze”.Naghma Shiekh, rinomata attivista per i diritti delle donne, ha aggiunto: “A tutti i cittadini è garantito il diritto alla libertà religiosa nell’articolo 20 della Costituzione del Pakistan. E’ illegale e immorale costringerli a cambiare la loro fede ricorrendo a minacce, coercizione o manipolazione”. “La mancata applicazione delle leggi nazionali esistenti – ha proseguito – rimane un impedimento fondamentale per prevenire le conversioni religiose forzate e consente ai perpetratori di compiere crimini con il pretesto della conversione della fede e del matrimonio”.Intervenuto alla conferenza, Jaipal Chabbria, leader indù e membro della Commissione per le minoranze nazionali, ha chiesto il rispetto dei diritti delle minoranze religiose, osservando: “Bisogna che le istituzioni e i cittadini, nella mentalità comune, accettino apertamente la diversità religiosa e la parità di status tra cittadini di fedi differenti. Spetta al governo federale e a quelli provinciali colmare le lacune nella governance e affrontare i gravi problemi che le minoranze affrontano in Pakistan”.Il cristiano Naveed Anthony, membro dell’Assemblea provinciale del Sindh, sottolineando i problemi nel campo dell’occupazione per le minoranze religiose, ha affermato: “La disposizione di riservare la quota del 5% dei posti di lavoro per le minoranze deve essere implementato efficacemente. Il governo deve approntare strutture educative ed educare le comunità emarginate in modo che possano soddisfare i criteri di ammissibilità per usufruire di posti di lavoro dignitosi”.Al fine di garantire l’uguaglianza dei diritti, la libertà religiosa e la tolleranza religiosa, secondo la Costituzione del Pakistan, “The Voice for Justice” insieme con i leader di varie comunità delle minoranze religiose ha invitato al governi federale e ai governi provinciali un Memorandum in cui si chiede di adottare le seguenti misure per migliorare la vita delle minoranze in Pakistan:• Intraprendere azioni affermative per la protezione, la promozione e l’adempimento dei diritti delle minoranze, in particolare nel contesto della riforma del sistema di giustizia civile e penale, per renderlo più sensibile ai bisogni delle vittime delle comunità minoritarie.• Costituire un comitato di esperti composto da giuristi e attivisti per i diritti umani per rivedere il progetto di legge che introduce garanzie contro le conversioni religiose forzate, in conformità con gli standard internazionali sui diritti umani;• Studiare un disegno di legge per modificare la legge sulla restrizione del matrimonio minorile e presentarlo alle assemblee legislative nazionali e provinciali, per garantire che l’età minima per il matrimonio sia fissata a 18 anni sia per i ragazzi che per le ragazze e il matrimonio con minorenni sia dichiarato nullo. Come misura provvisoria, va sospesa la convalida di eventuali matrimoni associati a conversioni religiose di fede da parte dei magistrati;• Presentare nella legislazione nazionale e provinciale un disegno di legge che criminalizzi le conversioni forzate, istituendo Commissioni permanenti in Parlamento; • Garantire che le accuse di conversione forzata e matrimonio forzato siano indagate in modo indipendente, imparziale e tempestivo, assicurando il diritto a un processo equo, e l’accesso alla giustizia da parte delle vittime; • Garantire che tutti coloro che incitano o commettono violenza contro altri sulla base di accuse di blasfemia, così come coloro che accusano falsamente altri di blasfemia, siano assicurati alla giustizia e debitamente puniti;• Revisionare i curriculum di studi e i libri di testo adottati nelle scuole pubbliche per far sì che l’istruzione sia strumento per promuovere la diversità e la coesione sociale, in conformità con l’articolo 22 della Costituzione del Pakistan, che garantisce che “nessuna persona che frequenta un istituto di istruzione deve ricevere l’istruzione religiosa diversa dalla sua”.• Introdurre nelle scuole pubbliche una materia dell’Educazione religiosa e etica, alternativa allo studio dell’Islam, per consentire agli studenti delle minoranze di conoscere e studiare le rispettive religioni.
