MIL OSI –
Source: The Holy See in Italian
Headline: ASIA/MYANMAR – Nel clima di violenza, i cattolici ringraziano il Papa che “si ricorda di noi”
Yangon – “La comunità cattolica in Myanmar oggi vive in un doloroso clima di violenza. Continuano i combattimenti. La vita è difficile e precaria. La gente avverte la fatica e la sofferenza di una situazione di violenza prolungata da oltre un anno di conflitto”, dice all’Agenzia Fides Mons. Noel Saw Naw Aye, Vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Yangon. “Anche noi Vescovi, a capo della comunità dei battezzati, siamo in una condizione estremamente difficile e delicata: da un lato dobbiamo trattare con i militari che sono al governo, dall’altro dobbiamo prenderci cura delle sofferenze, delle richieste, dei bisogni della gente. Certo, siamo sempre dalla parte della popolazione ma siamo chiamati a dialogare anche con i capi politici e con i leader dell’esercito solo al fine di evitare maggiori sofferenze e violenze sulla gente”, spiega a Fides il Vescovo ausiliare. “Come cattolici, siamo tutti uniti contro la guerra e contro ogni violenza, cerchiamo di predicare e vivere la non violenza evangelica, la pace e la riconciliazione”, afferma, invitando a risparmiare dai combattimenti luoghi come scuole, chiese, edifici di culto, centri sociali o centri di accoglienza dei profughi, che a volte l’esercito colpisce. Riferendosi all’appello diffuso dal Papa ieri, 25 settembre, la comunità cattolica birmana, afferma “ringrazia sempre Papa Francesco che non perde occasione di ricordarsi di noi nella preghiera e nei suoi appelli per la pace”.”È una moda bombardare oggi le scuole nel mondo”, ha detto ieri Papa Francesco, parlando a braccio durante l’Angelus pronunciato al termine della Messa nello stadio di Matera , a conclusione del Congresso Eucaristico nazionale. “Penso, in particolare, a tanti problemi del mondo e al Myanmar”, ha rimarcato Francesco, ricordando che “da più di due anni quel nobile Paese è martoriato da gravi scontri armati e violenze, che hanno causato tante vittime e sfollati”. “Questa settimana mi è giunto il grido di dolore per la morte di bambini in una scuola bombardata”, ha aggiunto il Pontefice, auspicando che “il grido di questi piccoli non resti inascoltato!”
