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AFRICA/GIBUTI – L’assalto a una base militare con la morte di 7 soldati segnala l’inizio di nuovo ciclo di violenze?

AFRICA/GIBUTI – L’assalto a una base militare con la morte di 7 soldati segnala l’inizio di nuovo ciclo di violenze?

MIL OSI

Source: The Holy See in Italian

Headline: AFRICA/GIBUTI – L’assalto a una base militare con la morte di 7 soldati segnala l’inizio di nuovo ciclo di violenze?

Gibuti – Almeno 7 soldati sono stati uccisi in un attacco alla base di Garabtisan, nel nord di Gibuti nelle prime ore di venerdì 7 ottobre. In una dichiarazione il ministero della Difesa ha accusato dell’assalto il “FRUD armato” , descrivendolo come un “gruppo terroristico”.”Nonostante il fatto che i nostri soldati si siano difesi valorosamente, l’attacco ha causato la morte di sette dei nostri soldati, il ferimento di altri quattro, mentre sei risultano mancanti” recita il comunicato. A sua volta FRUD afferma di aver assalito la base militare in risposta all’attacco subito dai combattenti del Fronte nel primo pomeriggio da parte dell’esercito di Gibuti, a una quindicina di chilometri dal campo militare.Il FRUD afferma che i suoi uomini hanno preso il controllo del campo e lo hanno tenuto fino alle prime luce dell’alba, per poi ritirarsi portando via armi e munizioni, cosa smentita dalle autorità di Gibuti.Fondato nell’agosto 1991 il FRUD intende rappresentare le istanze della popolazione Afar che afferma di essere marginalizzata dal sistema di potere gibutino.Dopo alterne vicende nel il FRUD firma un accordo di pace con il governo nell’aprile 2001. Ma un ala minoritaria rifiuta gli accordi e prosegue la lotta armata, senza però effettuare per anni azioni importanti. Ci si chiede se l’assalto del 7 ottobre rimarrà un episodio isolato o se segna l’inizio di un nuovo ciclo di violenze. Gibuti, Stato piccolo ma posizionato strategicamente lungo lo stretto che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden e quindi all’Oceano Indiano, ospita basi militari di potenze anche contrapposte. Oltre ai francesi , vi sono statunitensi, cinesi, italiani, spagnoli, tedeschi, britannici e sauditi.