MIL OSI –
Source: The Holy See in Italian
Headline: ASIA/FILIPPINE – I Vescovi incoraggiano i fedeli a tornare fisicamente alla messa nelle chiese
Manila – Alla parrocchia e santuario di Sant’Antonio, retta dall’Ordine dei Frati Minori e situata a Forbes park, una delle zone esclusive nel quartiere Makati, il cuore economico e finanziario di Manila, ogni giorno una massiccia assemblea di fedeli, di ogni status sociale, affollava la messa feriale alle 5 del mattino, come pratica spirituale comunitaria, prima di recarsi al lavoro. Con la pandemia quell’uso è stato troncato, con grande sofferenza di tutti, e nell’Arcidiocesi di Manila, come in molte altre diocesi, è stato organizzato un servizio di trasmissione della messa in streaming, secondo le indicazioni contenute in una apposita lettera dei Vescovi che, nel marzo 2020, dispensava i fedeli dal precetto domenicale “in presenza”, e consentiva la partecipazione all’Eucarestia sui canali mediatici.A due anni da quel sofferto periodo, la Conferenza Episcopale delle Filippine pubblica oggi, 14 ottobre, una Lettera aperta per incoraggiare i battezzati a tornare a frequentare con regolarità la messa domenicale con la presenza fisica nelle chiese. Nelle comunità cristiane, infatti, i parroci hanno notato che esistono tuttora tra i fedeli disagi, resistenze e timori nel tornare alla piena e ordinaria frequenza della messa domenicale, anche se le restrizioni imposte con la pandemia sono state allentate.Nel testo della missiva, pervenuto all’Agenzia Fides, i Vescovi ricordano che “quel doloroso e triste momento di privazione dell’esperienza sacramentale ci ha permesso di riscoprire la necessità della vita liturgica nella Chiesa”, in quanto nella vita cristiana “la sfera corporale e materiale non può essere tralasciata perchè lo stesso Gesù Cristo si incarnato per la nostra salvezza”.Oggi i Vescovi esortano a riprendere “la normalità della vita cristiana che ha l’edificio della chiesa come casa per le celebrazioni liturgiche, specialmente per l’Eucarestia”. Tutti battezzati, si afferma, “sono chiamati a prendere parte attiva alla celebrazione e a ricevere il sacramento dell’Eucarestia cn devozione e con frequenza, anche rendendo culto con l’Adorazione”.Per questo I Vescovi incoraggiano i fedeli a “tornare all’Eucarestia domenicale con cuore purificato, con rinnovamento interiore, con il desiderio vivo di incontrare il Signore e di restare con Lui”, mentre le singole diocesi dovranno stabilire se e in quali modalità proporre le messe in streaming, solo in casi particolari. “Nessuna trasmissione via radio o Tv è paragonabile alla partecipazione personale diretta o può rimpiazzarla,” si ricorda, dato che la fruizione sui mass media “ci distanzia dal prossimo e dall’incontro intimo e personale con il Dio incarnato, che ha dato se stesso non in modo virtuale ma dicendo: questo è il mio corpo, questo è il mio sangue offerto per voi”. Quindi “il contatto fisico con il Signore è vitale, è indispensabile e insostituibile”, afferma il testo.Infine la Lettera osserva che l’Atto di comunione spirituale, ammesso nel momento in cui non si può prender parte fisicamente alla messa, “è un preghiera devozionale, non liturgica, e ordinariamente non può sostituire il cibarsi del corpo e sangue di Cristo”.
