MIL OSI –
Source: The Holy See in Italian
Headline: AFRICA/MALI – Il dramma del villaggio di Douna, minacciato dai jihadisti
Bamako – “La situazione è ancora bloccata. Continuiamo a pregare per i nostri fratelli mentre speriamo che gli sforzi di mediazione abbiano successo per permettere ai fedeli di continuare a vivere in pace” dice all’Agenzia Fides Mons. Jean Baptiste Tiama, Vescovo di Mopti, descrivendo la situazione della comunità cristiana di Douna minacciata dai jihadisti.“Da qualche tempo il villaggio di Douna è minacciato dai jihadisti. Il 4 gennaio sono tornati ancora nel villaggio per imporre alle due comunità cristiane di chiudere le chiese” afferma un comunicato del 5 gennaio della diocesi di Mopti, pervenuto all’Agenzia Fides. “È ormai proibito battere le campane, suonare strumenti musicali e pregare nelle chiese. Quello che ancora più inquietante è che i jihadisti chiedono ai cristiani di praticare la religione musulmana” sottolinea la diocesi di Mopti che invita i fedeli “a perseverare nella preghiera per vincere le forze del male”.Proprio nella regione di Mopti, nel centro del Mali, quattordici soldati maliani sono stati uccisi e undici feriti il 9 gennaio in scontri con i jihadisti. Dal canto suo l’esercito maliano sostiene di aver neutralizzato “31 terroristi”.Il Mali soffre dal 2012 delle violenze commesse da diversi gruppi di jihadisti. Il centro del Paese è uno dei focolai della violenza che si è estesa ai Paesi vicini, Burkina Faso e Niger, e si sta allargando verso sud. Proprio 10 anni fa l’11 gennaio 2013, la Francia lanciava l’operazione Serval per respingere l’offensiva jihadista che minacciava di travolgere il Paese. Ora la situazione è cambiata. I militari golpisti che hanno preso il potere con un putsch nel 2020, seguito da un secondo colpo di stato nel 2021, si sono allontanati dall’ex alleato francese e dai suoi partner, e si sono rivolti militarmente e politicamente verso i russi.La giunta ha lanciato un’operazione incentrata sul Mali centrale alla fine del 2021, affermando di aver costretto alla fuga i jihadisti in fuga. Un rapporto del suo Segretario Generale dell’ONU, presentato il 9 gennaio al Consiglio di sicurezza, afferma però che le condizioni di sicurezza hanno continuato a deteriorarsi tra giugno e dicembre 2022 nel centro del Sahel, “in particolare in Burkina Faso e in Mali”. “In Mali, dopo la partenza delle forze internazionali, gruppi armati sono avanzati nell’est del Paese, prendendo il controllo di vaste zone di confine con il Niger” si legge nel rapporto.
