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ASIA/MYANMAR – Distrutta dall’esercito una chiesa cattolica nell’arcidiocesi di Mandalay; la cappella dell’Adorazione resta in piedi

ASIA/MYANMAR – Distrutta dall’esercito una chiesa cattolica nell’arcidiocesi di Mandalay; la cappella dell’Adorazione resta in piedi

MIL OSI

Source: The Holy See in Italian

Headline: ASIA/MYANMAR – Distrutta dall’esercito una chiesa cattolica nell’arcidiocesi di Mandalay; la cappella dell’Adorazione resta in piedi

Mandalay – L’esercito birmano ha incendiato l’antica chiesa cattolica dell’Assunzione, costruita nel 1894 a Chan Thar, villaggio abitato da popolazione cattolica nella regione di Sagaing, nel territorio dell’Arcidiocesi di Mandalay, situata nel Nordest del Myanmar. Nell’azione compiuta il 15 gennaio scorso, i militari hanno dato alle fiamme anche l’annesso convento delle suore Francescane Missionarie di Maria costrette a fuggire insieme con circa 3.000 abitanti del villaggio: anche le loro case, circa 500 abitazioni, sono state distrutte e del villaggio restano solo macerie. Nella zona, notano fonti locali di Fides, continuano gli scontri, dato che la zone è considerata una roccaforte dei ribelli delle Forze di Difesa Popolare , che si oppongono alla giunta militare birmana salita al potere con il colpo di stato del febbraio 2021. Racconta all’Agenzia Fides suor Rita, una delle religiose fuggite: “Abbiamo chiesto alle persone del villaggio di lasciare le case, di non opporsi ai soldati e di non fare resistenza, per evitare massacri e brutalità. I soldati vogliono stroncare ogni resistenza dei civili. Entrano nei villaggi, occupano gli edifici come scuole e chiese e vi si accampano. Da lì conducono i rastrellamenti, casa per casa, per stanare i ribelli. Sono rimasti nella nostra chiesa per tre giorni e, quando sono andati via, hanno appiccato il fuoco alla chiesa e al nostro convento”. La suora racconta che “per miracolo, la cappella dell’Adorazione, nella chiesa, non è stata toccata dalle fiamme. Lo consideriamo un segno dell’Altissimo: anche in questa violenza brutale e insensata il Signore è sempre con noi. La nostra regione era nota per essere una tra le più pacifiche e armoniose nella nazione. Ora è un luogo di devastazione e macerie. E terribile”. Da quella zona, di antica evangelizzazione, dove nel XIX secolo si stabilirono i religiosi francesi delle Missioni Estere di Parigi , sono nate molte vocazioni sacerdotali e alla vita consacrata. Lì c’erano seminari, istituti di formazione per catechisti ed è andata avanti per decenni una fiorente attività di costruzione di chiese e opere pastorali. Uno dei preti originario di Chan Thar, padre Joseph, rileva a Fides amaramente: “Vediamo con le lacrime agli occhi la distruzione di Chan Thar. Oggi i militari birmani non sono più soldati professionali di un esercito statale, con un’etica o una missione di difesa della nazione. Sono diventati gruppi armati senza controllo, che compiono ogni genere di crimini, abusi e misfatti”.La comunità locale ricorda con dolore che a Sagaing, il 16 settembre scorso, almeno 11 bambini sono morti a causa di un attacco aereo dell’esercito regolare su un’area popolata da civili.Nota l’Arcivescovo ‘Arcivescovo di Mandalay, Marco Tin Win: “Viviamo un momento di grande sofferenza. La metà del territorio dell’Arcidiocesi di Mandalay è interessata da scontri e questo ci preoccupa molto. Assistiamo migliaia di sfollati interni, in cinque centri allestiti in cinque parrocchie cattoliche: facciamo il possibile”. “Mentre la violenza infuria specialmente in alcune zone – dice l’Arcivescovo – non perdiamo la speranza perchè sappiamo di avere il Signore con noi. I fedeli confidano in Lui e il fatto che la cappella dell’Adorazione, nella chiesa distrutta, sia stata risparmiata dalle fiamme è un fatto simbolico che consola i fedeli e ricorda che il nostro unico rifugio è il Signore”.