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AFRICA/CONGO RD – “Bene i riflettori puntati sul cobalto ma occorre allargare lo sguardo agli altri minerali congolesi”

AFRICA/CONGO RD – “Bene i riflettori puntati sul cobalto ma occorre allargare lo sguardo agli altri minerali congolesi”

MIL OSI

Source: The Holy See in Italian

Headline: AFRICA/CONGO RD – “Bene i riflettori puntati sul cobalto ma occorre allargare lo sguardo agli altri minerali congolesi”

Kinshasa – “How Is Your Phone Powered? Problematically” titola il New York Times recensendo il saggio di Siddharth Kara, “Cobalt Red, How the Blood of the Congo Powers Our Lives” appena pubblicato, frutto di una ricerca sul campo nell’est della Repubblica Democratica del Congo nelle aree minerarie controllate dalle milizie che si spartiscono le risorse naturali. Il libro traccia la catena di approvvigionamento del cobalto estratto dai bambini dalla tossica miniera a cielo aperto ai giganti della tecnologia fino ai consumatori, raccogliendo le testimonianze delle persone che sopportano immense sofferenze e addirittura muoiono nell’estrazione del minerale indispensabile per i moderni dispositivi tecnologici.“È importante che si parli dello sfruttamento del cobalto, ma questo riguarda soprattutto il Katanga, dove vi sono importanti società minerarie” dice p. Loris Cattani, missionario saveriano con lunga esperienza nella RDC. “Occorre però allargare lo sguardo alle due provincie del Kivu, dove vengono prelevati in modo artigianale, sotto il controllo di milizie armate che si spartiscono il territorio, non tanto il cobalto quanto altri minerali, come il coltan, che vengono poi venduti sui mercati internazionali tramite il Ruanda e l’Uganda. Questi Paesi, il Ruanda in particolare, non dispongono di rilevanti risorse minerarie ma esportano, minerali come il coltan in quantitativi maggiori di quelli esportati dala RDC. Per questo occorre adottare una legislazione internazionale per tracciare l’origine di questi materiali” sottolinea il missionario. A questo proposito ONG e gruppi della società civile congolese hanno rilevato alcune criticità sul Regolamento europeo sui minerali dei conflitti, entrato in vigore il 1° gennaio 2021.Una prima carenza riguarda la scarsa copertura del regolamento che si applica sul commercio di soli 4 minerali lasciando fuori numerosi altri minerali sempre più importanti per la transizione ecologica, come il coltan, il cobalto e il litio. C’è poi ’assenza di un obbligo in relazione alle sanzioni . Un’altra grave lacuna è la mancanza di trasparenza su quali imprese rientrino nel Regolamento, e l’effettiva capacità di collegare la produzione a monte con le importazioni UE. Infine, l’applicazione di soglie volumetriche alle importazioni, sotto le quali non vi è controllo, rischia di escludere dal Regolamento proprio le importazioni più rischiose, che non necessariamente sono anche le maggiori quantitativamente, e lascia aperta la possibilità per le aziende di aggirare il Regolamento, frammentando i flussi di importazioni.