MIL OSI –
Source: The Holy See in Italian
Headline: AFRICA/CENTRAFRICA – Perplessità dei Vescovi sul referendum costituzionale: “evitare nuovi disordini sociali e politici”
Bangui – “Il processo di socializzazione basata sulla famiglia è a rischio nel nostro Paese”. Lo affermano i Vescovi nella Repubblica Centrafricana nel messaggio pubblicato al termine della loro Assemblea Plenaria tenutasi a Bangassou.Secondo i Vescovi “le molteplici crisi politico-militari vissute dal nostro Paese hanno destrutturato le famiglie e compromesso l’educazione, instaurando la cultura della violenza e dell’impunità, dei controvalori radicati nell’individualismo e nell’egoismo”.Disvalori amplificati dai social network che diffondono “fake news, calunnie e delazioni”, divenendo “cassa di risonanza dell’odio che minaccia ogni giorno di fare esplodere la nostra comunità”.A questo si aggiungono “l’estrema povertà nella quale vive la maggior parte della popolazione, aggravata dall’inflazione galoppante che comporta forti aumenti dei generi alimentari e di prima necessità”.In questa situazione, il governo ha convocato un referendum per l’approvazione della nuova Costituzione. Ricordando che la Conferenza Episcopale centrafricana aveva declinato l’invito a partecipare al Comitato incaricato di redigere la nuova Costituzione , i Vescovi “si interrogano sulla pertinenza di una tale scelta del governo tenendo conto dei principi del confronto democratico, e soprattutto delle numerose sfide sociopolitiche ed economiche che deve affrontare il Paese”.“Occorre evitare- affermano i membri della CECA- di creare le condizioni che suscitino nuovi disordini sociopolitici”. Occorre piuttosto “sviluppare piani d’azione volti a ripristinare la pace, la coesione sociale e creare opportunità di lavoro”, imparando “dagli errori del passato, promuovendo l’equità, la giustizia, la fraternità e l’onestà”. I Vescovi insistono infine sull’adozione di politiche rivolte ai giovani, che di fronte alle mancanze di prospettive, sono tentati di arruolarsi nei numerosi gruppi armati e/o criminali presenti nel Paese. “Più che mai, incoraggiamo i giovani a rialzarsi, prendendo in mano la propria vita e il proprio destino. In questa prospettiva, è urgente offrire loro opportunità di lavoro, perché il lavoro fa parte della dignità”. “È quindi importante creare posti di lavoro creando strutture e centri di formazione professionale e incoraggiare lo sviluppo del settore agro-pastorale, delle Piccole e Medie Imprese e promuovendo l’accesso ai prestiti e al credito bancario”.
