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ASIA/PAKISTAN – Speciale “Anno dei bambini” a Islamabad: più opportunità per l’istruzione

ASIA/PAKISTAN – Speciale “Anno dei bambini” a Islamabad: più opportunità per l’istruzione

MIL OSI

Source: The Holy See in Italian

mercoledì, 3 giugno 2026

Diocese of Islamabad-Rawalpindi

Islamabad (Agenzia Fides) – Nello speciale “Anno dei bambini”, la comunità cattolica di Islamabad-Rawalpindi è chiamata a migliorare la qualità dell’istruzione e ad ampliare il più possibile la partecipazione dei bambini, ragazzi e giovani ai percorsi educativi, dando opportunità ai più svantaggiati; e si impegnerà a garantire la sostenibilità finanziaria per la gestione delle scuole della diocesi di Islamabad-Rawalpindi: è questo l’approccio del Consiglio diocesano per l’istruzione che, nella diocesi, gestisce 45 scuole che si trovano nella capitale federale, nell’Alto Punjab e nel Khyber Pakhtunkhwa, tre differenti distretti inclusi nel territorio diocesano. Come comunicato all’Agenzia Fides, il numero totale di studenti iscritti a queste scuole è di circa 25 mila allievi, tra i quali circa 10 mila cattolici e 15 mila non cattolici, in ampia prevalenza musulmani.Nella diocesi di Islamabad-Rawalpindi, che nel 2026 sta vivendo lo speciale “Anno dei Bambini”, il tema dell’alfabetizzazione e delle opportunità di istruzione superiore per i ragazzi, specialmente per i cattolici, è oggi una priorità. Spiega a Fides l’Arcivescovo Joseph Arshad che, con il Consiglio, ha presentato un Piano di azione quinquennale: “L’istruzione, nella nostra vita di comunità diocesana, non è semplicemente una ricerca culturale, ma è una missione trasformativa che integra fede, valori e sviluppo intellettuale”.In tale quadro, “il rigore accademico, ancorato a valori etici e spirituali, deve rimanere la pietra angolare di ogni istituzione”, ha scritto il Consiglio diocesano per l’istruzione, che ha individuato alcune piste di lavoro. La prima è la formazione di insegnanti competenti, con un necessario investimento nello sviluppo delle competenze dei docenti ed educatori, a livello culturale, pedagogico e didattico. “Insegnanti motivati e ben formati sono essenziali per raggiungere un’istruzione di qualità in tutte le scuole”, si afferma.In secondo luogo, l’integrazione della tecnologia è stata identificata come strumento per migliorare l’insegnamento, semplificare l’amministrazione e preparare gli studenti a un mondo digitale in rapida evoluzione. Non deve mancare, nota il Piano, il supporto agli studenti e “un approccio olistico allo sviluppo del bambino, che affronti i bisogni educativi, emotivi, sociali e spirituali”. Un tema molto importante, si sottolinea, è cercare fondi per erogare borse di studio a studenti cristiani, di famiglie povere o emarginate, per gli studi primari, superiori e anche universitari.È fondamentale, inoltre, sottolinea il Consiglio, “coinvolgere genitori, parrocchie e comunità locali nel processo educativo dei fanciulli: l’istruzione prospera quando la responsabilità condivisa e la collaborazione attiva legano le scuole alle comunità”.Nel territorio di Islamabad, la condizione dell’infanzia registra un forte contrasto tra le aree urbane più sviluppate e le periferie marginalizzate, dove i bambini affrontano gravi vulnerabilità. Sebbene la capitale presenti indicatori generalmente migliori rispetto alle province rurali del Pakistan, vi sono circa 90.000 bambini (il 15% della popolazione in età scolare) fuori dal sistema scolastico.A livello nazionale, in Pakistan, gli esperti parlano di “emergenza educativa”: è alto il tasso di analfabetismo e di abbandono precoce della scuola, un fenomeno che colpisce in particolare le fasce più povere e, tra loro, le comunità cristiane, in cui, come comunica la Chiesa locale, “l’80% dei bambini cristiani sono analfabeti”. È inoltre diffusa la piaga del lavoro minorile nel settore domestico o nell’economia informale.(PA) (Agenzia Fides 3/6/2026)
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