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ASIA/INDONESIA – Padre Galvani: “In mezzo alla paura, vogliamo far sentire alla gente di Flores che non è sola”

ASIA/INDONESIA – Padre Galvani: “In mezzo alla paura, vogliamo far sentire alla gente di Flores che non è sola”

MIL OSI

Source: The Holy See in Italian

mercoledì, 19 agosto 2026

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Maumere (Agenzia Fides) – Sono passati soltanto cinque giorni dal violento terremoto che, nella mattina di sabato 15 agosto, ha colpito Flores con una magnitudo di 7,7 (vedi Agenzia Fides 15/8/2026).“La terra continua a tremare: le scosse di assestamento sono state più di 1.500 e la popolazione vive ancora nella paura di rientrare nelle proprie case. Il bilancio provvisorio, fornito dalle autorità competenti, parla di almeno 68 morti, oltre 200 feriti e più di 4.500 abitazioni danneggiate, mentre circa 19.000 persone risultano sfollate nelle diverse zone dell’isola”. Ad aggiornare l’Agenzia Fides è padre Luigi Galvani, missionario Camilliano, che si trovava a Flores il giorno del terremoto.“A Maumere molte famiglie, soprattutto quelle più povere, hanno paura di tornare nelle proprie abitazioni e dormono all’aperto o sotto tende improvvisate, portando con sé bambini, anziani e persone fragili – prosegue il missionario rientrato a Kupang, capoluogo della provincia di Nusa Tenggara Orientale, situato sull’isola di Timor, dove si trova da oltre un anno nel Centro Sociale San Camillo che offre ospitalita’ a studenti (43 stanze) con seminari, corsi di inglese, incontri. e dove stanno promuovendo un programma nutrizionale mensile per 150 famiglie bisognose di cui 60 sono famiglie di un villaggio di non vedenti.”Tra i bisogni più urgenti vi sono acqua potabile, alimenti, coperte, tende, medicinali e assistenza sanitaria. Le parrocchie sono divenute luoghi di accoglienza e speranza. Sebbene diverse chiese abbiano riportato danni, le parrocchie sono diventate punti di accoglienza, solidarietà e ascolto, soprattutto per le famiglie che hanno perso la casa o che non possono ancora rientrarvi”.“La rete della Chiesa cattolica indonesiana e la nostra diocesi di Maumere si sono mobilitate per raccogliere informazioni sui danni e coordinare gli aiuti nelle comunità più colpite – rimarca padre Luigi. “Ci ha profondamente colpiti la notizia della morte di un seminarista del Seminario Maggiore Interdiocesano “San Pietro” (St. Petrus) di Ritapiret, deceduto ieri nell’ospedale di Maumere a seguito delle gravi ferite riportate durante il terremoto. Nel momento della scossa, preso dal panico, si era gettato dalla finestra del terzo piano del Seminario. È una tragedia che ha lasciato un profondo dolore nel Seminario, nelle comunità religiose e in tutta la Chiesa locale”.Papa Giovanni Paolo II, nel 1989 fece visita a questo importante Seminario trascorrendovi anche una notte, motivo per cui la collina di Ritapiret viene talvolta chiamata informalmente “il Vaticano di una notte”.“In questo momento anche la nostra presenza Camilliana è rivolta soprattutto alle famiglie più vulnerabili, agli anziani, ai malati e alle persone con disabilità, che in una situazione di emergenza sono sempre quelle che rischiano maggiormente di rimanere dimenticate. In mezzo alla paura, vogliamo far sentire alla gente di Flores che non è sola”.(AP/LG) (Agenzia Fides 19/08/2026)
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