MIL OSI –
Source: The Holy See in Italian
venerdì, 4 settembre 2026
MM
Pourcine Pic Makaya (Agenzia Fides) – Cinque ore di cammino dalla strada carrozzabile più vicina, tra colline scoscese, fondovalle e fiumi ormai quasi privi d’acqua. È il percorso necessario per raggiungere Nan Miel, una delle località più isolate dell’entroterra haitiano, dove padre Massimo Miraglio, MI, parroco della chiesa di Nostra Signora del Soccorso a Pourcine Pic Makaya, ha recentemente visitato la cappella di San Bernardo in occasione della festa patronale.“È una zona difficile da raggiungere”, racconta il missionario all’Agenzia Fides. Lungo il cammino si incontrano piccoli villaggi abitati soprattutto da famiglie di agricoltori, prive dei servizi essenziali. Non ci sono scuole, ambulatori, acqua potabile. All’elettricità non si pensa neppure”.Nonostante le difficoltà, la comunità ha accolto con calore il missionario e la celebrazione della festa ha richiamato fedeli provenienti anche dalle località vicine, molti dei quali dopo diverse ore di cammino. Nel pomeriggio una partita di calcio, poi la musica fino all’esaurimento della benzina del piccolo generatore. “Con un pallone e due casse musicali – racconta padre Miraglio – la gente ha trascorso una bella giornata, senza incidenti”.Durante i tre giorni di visita, numerosi sono stati gli incontri con la popolazione. Il tema ricorrente è quello dell’abbandono da parte dello Stato delle aree più isolate, aggravato dagli effetti della siccità. “L’ultimo raccolto è andato male proprio alla vigilia del nuovo anno scolastico. Con la penuria dei prodotti della terra, i pasti si riducono per tutti, bambini e adulti, a poca cosa”.Il viaggio di ritorno è avvenuto insieme a una piccola delegazione. Lungo il percorso, i muli continuano a rappresentare uno strumento indispensabile per il trasporto delle poche merci. “Di tanto in tanto salutavamo la gente che incontravamo e ci siamo impegnati a ritornare appena sarà possibile”.Tra le priorità individuate dalla comunità c’è la costruzione a Nan Miel di una piccola struttura in legno e lamiera, destinata ad accogliere le celebrazioni religiose, gli incontri comunitari e i primi passi di una scuola. Un secondo intervento riguarda la sistemazione della sorgente locale, fondamentale per l’approvvigionamento idrico.“Come al tempo delle prime comunità cristiane, anche oggi le visite alle altre comunità sono importanti per accrescere la speranza, aumentare la fede e migliorare, in prospettiva, le condizioni di vita della gente”, sottolinea padre Massimo.Il missionario descrive una situazione difficile in tutto il Paese, non soltanto nelle grandi città, dove le gang armate hanno imposto una crescente insicurezza. “Ad ogni viaggio tocco con mano le grandi difficoltà della realtà haitiana. È un Paese allo sbando non solo nelle grandi città a causa delle gang armate, ma anche nell’entroterra più profondo. Qui si combatte una ‘guerra delle retrovie’ che diventa sempre più difficile da portare avanti”.In questo scenario, la missione della Chiesa continua a concentrarsi sulla presenza accanto alle popolazioni più vulnerabili. “Nello sforzo di trasmettere la fede – conclude il Camilliano – lavoriamo alla costruzione di comunità pacificate e solidali”.(AP) (Agenzia Fides 4/9/2026)
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