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Source: The Holy See in Italian
Headline: ASIA/INDIA – Nuova presidente indigena, i cristiani: “Promuova i diritti dei tribali e delle donne”
New Delhi – I cristiani in India hanno accolto con favore l’elezione e l’insediamento di Drupadi Murmu donna 64enne, a presidente del paese, avvenuta il 21 luglio scorso. Murmu è la primo presidente indigena e la seconda donna a ricoprire la carica più alta della nazione. E’ succeduta a Pratibha Patil, che ha ricoperto la carica per cinque anni dal 2017 . Murmu è stata candidata alla presidenza della “National Democratic Alliance ” guidata dal Bharatiya Janata Party , ed è membro del BJP. Ben 44 partiti politici hanno sostenuto Murmu nelle elezioni presidenziali, mentre 34 partiti hanno sostenuto il candidato dell’opposizione Yashwant Sinha, ex ministro delle finanze e diplomatico, Il 25 luglio Murmu, nata nel villaggio di Uparbeda nel distretto Mayurbanj di Odisha, stato dell’India orientale, ha prestato giuramento come 15° presidente dell’India. La donna appartiene alla tribù Santali, che è la seconda comunità tribale più diffusa in India, nazione in cui si registrano oltre 700 comunità indigene riconosciute, per un complesso di oltre 104 milioni di indigeni, quasi il 9% degli 1,4 miliardi di abitanti dell’India“È motivo di orgoglio che l’India abbia ufficialmente il primo presidente che proviene da una comunità tribale. Ci auguriamo che difenda i diritti delle popolazioni indigene nel Paese” dice all’Agenzia Fides padre Nicolas Barla, Segretario dell’Ufficio per gli affari tribali della Conferenza episcopale dell’India . Il sacerdote ricorda che Murmu è stata governatore dello stato del Jharkhand dal 2015 al 2021. Durante quel periodo, Murmu ha rifiutato di dare il consenso a un disegno di legge, approvato dall’Assemblea legislativa del Jharkhand, che apportava modifiche al “Chhotanagpur Tenancy Act” del 1908, e al “Santhal Pargana Tenancy Act” del 1949. Queste due leggi avevano salvaguardato i diritti delle comunità tribali sulla loro terra. Il nuovo disegno di legge dava al governo o enti privati la possibilità di fare uso commerciale della terra. Paventando un danno pe le comunità indigene, Murmu non ha firmato il provvedimento. “Murmu si è preoccupata del benessere e dello sviluppo delle comunità indigene. Ora, in qualità di presidente, sosterrà i diritti costituzionali per tutti. Auspichiamo che Murmu applichi i provvedimenti legislativi esistenti per i tribali e il loro sviluppo”, nota p. Barla. La situazione dei tribali in India comunque complessa, spiega il sacerdote. I tribali sono gli abitanti originari del paese. Circa il 55% delle comunità è sottosviluppato.Suor Lalita Roshni Lakra, della Commissione CBCI per gli affari tribali, afferma all’Agenzia Fides: “Noi membri della comunità tribale siamo estremamente felici e orgogliosi di avere una donna tribale presidente per la prima volta in India”.“Le mie aspettative sul nuovo Presidente sono diverse: auspichiamo leggi per garantire la sicurezza e la protezione delle donne; provvedimenti per far ottenere ai tribali la dovuta giustizia”, rileva suor Lakra, avvocato e assistente sociale, appartenente alle Figlie di Sant’Anna a Ranchi. “In molti stati della Federazione, come Assam, Delhi e le Isole Andamane, comunità tribali non sono riconosciute e sono prive di diritti civili e di welfare”, nota. “I tribali, la cui identità si compone di tre elementi: jal, jungle, jameen non dovrebbero essere sfruttati. Murmu dovrebbe promuovere l’istruzione delle ragazze tribali. Preghiamo perchè faccia ciò che le comunità tribali in India si aspettano da lei, diventando un modello per ragazze e donne indigene”, osserva la suoraTra le voci raccolte da Fides, p. Anil Kumar Kujur, sacerdote della diocesi di Sambalpur, nello stato di Odisha, spera che Murmu “promuova solide politiche e programmi per lo sviluppo dei tribali e delle comunità emarginate in tutto il Paese”. Padre Xavier Camil Tirkey, sacerdote dell’arcidiocesi di Cuttack-Bhubaneswar, ricorda che ” Murmu proviene da un ambiente umile e ha il compito di soddisfare le aspettative della gente”.Shilpa Ekka, leader di un gruppo giovanile e donna tribale cattolica , nota a Fides: “Ci auguriamo che Murmu sia al di sopra di ogni situazione di interessi particolari o partitici e si adoperi per aiutare le persone bisognose”.Va notato, inoltre, che nel 2017 Murmu, da governatore dello stato del Jharkhand, ha ha approvato il “Freedom of Religion Bill” una “legge anti-conversione” che rende un reato indurre una persona a convertire la propria religione, con pene detentive. La legge rende obbligatorio per ogni persona informare la polizia sulle circostanze di una conversione religiosa.
