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AFRICA/MOZAMBICO – Liberati oltre 600 ostaggi dello Stato Islamico nel nord del Mozambico ma gli attacchi continuano

AFRICA/MOZAMBICO – Liberati oltre 600 ostaggi dello Stato Islamico nel nord del Mozambico ma gli attacchi continuano

MIL OSI

Source: The Holy See in Italian

Headline: AFRICA/MOZAMBICO – Liberati oltre 600 ostaggi dello Stato Islamico nel nord del Mozambico ma gli attacchi continuano

Maputo – Oltre 600 ostaggi sono stati liberati dal contingente militare ruandese insieme alle loro controparti mozambicane e alle forze della Comunità per lo sviluppo dell’Africa australe nella provincia di Cabo Delgado, nel nord del Mozamvbico. Secondo una dichiarazione rilasciata dalla Rwanda Defense Force il 2 agosto, la liberazione è la conseguenza delle operazioni offensive per distruggere le basi terroristiche nella foresta di Catupa, a nord-est del distretto di Macomia con sede nella provincia di Cabo Delgado.“I gruppi terroristici dello Stato Islamico in Mozambico sono stati costretti a fuggire nelle località di Nkoe e Nguida dello stesso distretto poiché sono ancora rintracciati dalle forze congiunte”, afferma il comunicato.Le formazioni ribelli però continuano a minacciare villaggi e i principali assi stradali della provincia. Il 1° agosto i terroristi hanno attaccato una colonna di veicoli provenienti dalla zona di Oasse, senza un scorta delle Forze di Difesa e Sicurezza sul tratto tra Nova Zambézia e Vida Nova, provocando la morte di uno dei conducenti dei veicoli.Nelle sette settimane dal 1° giugno al 21 luglio sono stati registrati 90 attacchi quasi due al giorno. Il numero di sfollati che sono fuggiti dalle loro case a causa della guerra è balzato a 946.508, con un aumento di 161.944 da febbraio. Di queste, 83.983 persone sono fuggite dagli attacchi nei distretti di Ancuabe e Chiure a giugno, mentre la guerra si estendeva a sud, portando a un peggioramento della situazione umanitaria nel sud di Cabo Delgado. Di questi secondo l’OIM 138.231 hanno potuto fare ritorno a casa.La propaganda dello Stato Islamico in Mozambico insiste nel dare una dimensione religiosa del conflitto. Dopo l’assalto del 26 luglio al villaggio di Nangade, i terroristi lo hanno rivendicato affermando di “aver decapitato tre cristiani”.