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AFRICA/BURUNDI – I frutti, i fallimenti, le ferite, i nuovi inizi. L’Arcivescovo Nahimana racconta 125 anni di Vangelo in Burundi

AFRICA/BURUNDI – I frutti, i fallimenti, le ferite, i nuovi inizi. L’Arcivescovo Nahimana racconta 125 anni di Vangelo in Burundi

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Source: The Holy See in Italian

Headline: AFRICA/BURUNDI – I frutti, i fallimenti, le ferite, i nuovi inizi. L’Arcivescovo Nahimana racconta 125 anni di Vangelo in Burundi

di Luca MainoldiGitega – “La famiglia è stata fin dall’inizio della nostra evangelizzazione la prima cellula della Chiesa burundese” dice Bonaventure Nahimana, Arcivescovo di Gitega e Presidente della Conférence des Evêques Catholiques du Burundi , in un’intervista all’Agenzia Fides.La Chiesa celebra i 125 anni dell’evangelizzazione del Burundi. Quali sono i frutti spirituali in questo lasso di tempo?I 125 anni di evangelizzazione del Burundi sono un momento di ringraziamento perché ne vediamo i frutti. Abbiamo 8 diocesi con quasi 300 parrocchie, con abbondanti vocazioni sacerdotali e religiose. Vi sono inoltre numerose opere sociali della Chiesa: scuole, centri sanitari, luoghi di aggregazione sociale . Auspichiamo che questo Giubileo possa segnare una nuova tappa della nostra evangelizzazione ed è per questo che lo abbiamo incentrato sulla famiglia cristiana, che è la Chiesa domestica e il primo ambito di evangelizzazione. Questo perché fin dall’inizio della Chiesa in Burundi le famiglie hanno partecipato molto all’opera di annunciare il Vangelo. I genitori appena battezzati mandavano i figli a seguire il catechismo, li facevano battezzare e insegnavano loro le preghiere.Per questo abbiamo voluto che dalla comunità di base, passando per la parrocchia, la diocesi e quindi allargando lo sguardo al livello nazionale, si prenda n considerazione la condizione e la missione della famiglia. Organizzeremo degli incontri per le famiglie a livello parrocchiale e diocesano che si concluderanno a maggio in un forum nazionale a Bujumbura, al quale sono invitate rappresentanze del Ruanda e delle diocesi congolesi confinantiQuali altre iniziative avete per celebrare il Giubileo?Per quanto riguarda le altre iniziative giubilari è previsto dei pellegrinaggi alla prima parrocchia burundese, quella di Muyaga. Ma visto che non tutti potranno parteciparvi abbiamo previsto che questi pellegrinaggi possano svolgersi nelle prime cinque chiese del Burundi in modo che la gente possa comprendere come la fede è arrivata nel nostro Paese e in seguito si è diffusa in tutta la regione. Vogliamo costruire dei monumenti per ricordare il primo insediamento della Chiesa in Burundi a partire da Muyaga, quindi Gitega, che è stata la prima diocesi oltre che sede della seconda parrocchia burundese, e poi Bujumbura, perché nell’attuale capitale vi sono stati i primi tentativi di annuncio del Vangelo, che non sono però andati a buon esito. Pellegrinaggi e iniziative si svolgeranno anche a Rumonge, dove c’è stata la prima presenza missionaria nel 1879, che è finita male perché i missionari, che erano i Padri Bianchi, sono stati assassinati, il 4 maggio 1881. A seguito di questo martirio i missionari sono stati costretti ad abbondare il Burundi per una ventina d’anni. I Padri Bianchi uccisi a Rumonge facevano parte della prima carovana del Cardinale Charles Lavigerie, che si era divisa in due gruppi. Il primo si era diretto verso il Lago Vittoria, in Uganda, e l’altro verso il Lago Tanganika e precisamente a Rumonge che sta sulle sue rive.Quindi i frutti che auspichiamo avere dal Giubileo sono in primo luogo il rinnovamento della fede cristiana. Ricordarci da dove è venuta la nostra fede a vederla ravvivare attraverso le famiglie. Perché fin dall’inizio la fede si è trasmessa di famiglia in famiglia e all’interno di queste; i genitori prendono sul serio la loro responsabilità di educatori cristiani dei figli. Auspichiamo poi di veder iniziare una nuova tappa dell’evangelizzazione del nostro Paese attraverso l’apertura missionaria. Il Burundi ha ricevuto molto dai missionari. Ora la Chiesa del Burundi ha dei preti, dei religiosi e delle religiose inviati in diversi Paesi. Abbiamo quasi 100 preti Fidei Donum inviati a Chiese d’Europa, d’America e anche d’Africa. Per esempio l’arcidiocesi di Gitega ha inviato preti in Camerun e in Ciad. Abbiamo anche preti in Europa