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AFRICA/SUDAN – Strutture sanitarie al collasso: fuori uso tre ospedali della capitale

AFRICA/SUDAN – Strutture sanitarie al collasso: fuori uso tre ospedali della capitale

MIL OSI

Source: The Holy See in Italian

Headline: AFRICA/SUDAN – Strutture sanitarie al collasso: fuori uso tre ospedali della capitale

Khartoum – A distanza di quattro giorni di combattimenti in Sudan la popolazione di Khartoum è intrappolata in mezzo a bombardamenti e sparatorie tra l’esercito sudanese e le milizie di pronto intervento , senza elettricità e senza acqua. Altrettanto grave la situazione delle strutture sanitarie e degli ospedali. In particolare tre ospedali a Khartoum sono fuori uso. A questi si aggiunge l’ospedale di El Fasher, nel Darfur del Nord, dove, secondo quanto dichiarato da Medici Senza Frontiere che supporta la struttura, nelle ultime ore sono arrivati 47 feriti e altre 14 persone sono decedute. I medici hanno dichiarato inoltre che stanno finendo le forniture mediche, tra cui farmaci e sacche di sangue. In totale sono 183 le persone ferite e 25 i morti registrati finora presso l’ospedale.“L’evacuazione dei malati è avvenuta in condizioni di insicurezza e con mezzi di fortuna – denuncia una nota del sindacato dei medici – fino alla mezzanotte di ieri, 17 aprile, sono registrati 180 civili uccisi e 1800 feriti tra civili e militari. Il sindacato lamenta il mancato rispetto degli ospedali che sono stati colpiti da bombe e proiettili, in seguito ai combattimenti avvenuti nelle vicinanze. “Entrambi i generali Dagalo e Burhan, rispettivamente a capo delle RSF e SAF, sono responsabili della gravissima situazione nella quale è finito il paese”. Fonti locali descrivono la situazione drammatica, “molte famiglie hanno finito le scorte e non hanno nulla da mangiare. Sono tre notti che non riescono a dormire a causa delle esplosioni attorno. Hanno annientato una rivolta pacifica per la democrazia e per un governo civile eletto. Tutt’e due le parti militari sono responsabili dei crimini che stanno commettendo. Nessuno è innocente”.