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AFRICA/ZIMBABWE – I Vescovi ribadiscono la contrarietà alla proposta di emendamento della Costituzione

AFRICA/ZIMBABWE – I Vescovi ribadiscono la contrarietà alla proposta di emendamento della Costituzione

MIL OSI

Source: The Holy See in Italian

lunedì, 18 maggio 2026

Harare (Agenzia Fides) – I Vescovi dello Zimbabwe si dicono “profondamente preoccupati” che la proposta revisione della Costituzione “mini i principi costituzionali fondamentali, indebolisca l’indipendenza istituzionale, riduca la partecipazione democratica diretta ed eroda le garanzie costituzionali contro la concentrazione e l’abuso di potere”.Di conseguenza esortano “rispettosamente il Parlamento a respingere quelle disposizioni del disegno di legge che sono incompatibili con la democrazia costituzionale, la sovranità del popolo e la stabilità e l’integrità a lungo termine dell’ordinamento costituzionale dello Zimbabwe”.La presa di posizione dei membri della Zimbabwe Catholic Bishops’ Conference (ZCBC) è stata espressa in un’articolata dichiarazione firmata dal Presidente e dal Vice Presidente, rispettivamente Mons. Raymond Mupandasekwa, Vescovo di Masvingo e Amministratore di Chinhoyi, e Mons. Rudolf Nyandoro, Vescovo di Gweru. Già a marzo la ZCBC aveva espresso la propria contrarietà alla proposta di riforma costituzionale presentata dalla maggioranza governativa (vedi Fides 23/3/2026).La nota che reca la data del 12 maggio ribadisce che “la Chiesa cattolica in Zimbabwe partecipa al processo costituzionale non come attore politico, ma come voce morale e civica impegnata nella tutela della dignità umana, del costituzionalismo, della partecipazione democratica, della giustizia, della responsabilità e del bene comune. Le questioni costituzionali non sono mere questioni giuridiche e tecniche; plasmano i fondamenti morali e istituzionali su cui si basa la vita nazionale”.Anche altre confessioni cristiane come lo Zimbabwe Council of Churches (ZCC), l’Evangelical Fellowship of Zimbabwe facenti parte insieme alla ZCBC, al Zimbabwe Heads of Christian Denominations (ZHOCD) si sono opposte alla revisione costituzionale o hanno esortato alla cautela sulla base di obiezioni similari a quelle presentate dai Vescovi cattolici (indebolimento delle garanzie democratiche, concentrazione del potere esecutivo ecc.)Di tutt’altro avviso è invece lo Zimbabwe Indigenous Interdenominational Council of Churches (ZIICC), che rappresenta le confessioni apostoliche, pentecostali, evangeliche e indigene (e che afferma di rappresentare oltre 8,7 milioni di fedeli), che ha fortemente sostenuto il disegno di legge. ZIICC) ha presentato petizioni sostenendo che la riforma della Costituzione promuove la stabilità governativa, la continuità delle politiche del governo, lo sviluppo nazionale e si allinea ai principi biblici come i cicli settennali.L’emendamento proposto prevede tra l’altro di sostituire l’elezione diretta del Presidente tramite voto popolare con l’elezione da parte di una seduta congiunta del Parlamento; di estendere la durata del mandato del Presidente, del Parlamento e degli enti locali da 5 a 7 anni (con la possibilità di estendere il mandato del Presidente l’84enne Emmerson Mnangagwa, fino al 2030); di consentire al Presidente di nominare 10 senatori aggiuntivi. (L.M.) (Agenzia Fides 18/5/2026)
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