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AFRICA/COSTA D’AVORIO – “Bene lo scioglimento della Commissione elettorale ma occorre vigilare che il suo sostituto sia realmente indipendente”

AFRICA/COSTA D’AVORIO – “Bene lo scioglimento della Commissione elettorale ma occorre vigilare che il suo sostituto sia realmente indipendente”

MIL OSI

Source: The Holy See in Italian

mercoledì, 3 giugno 2026

Abidjan (Agenzia Fides) – “Una risposta alle preoccupazioni espresse da diversi attori della vita socio-politica nazionale”. Così i Vescovi della Costa d’Avorio hanno qualificato la decisione del governo ivoriano di sciogliere la Commissione Elettorale Indipendente (CEI).La soppressione della CEI era stato decisa dal Consiglio dei Ministri il 6 maggio. Lo posizione dei Vescovi sul provvedimento è stata resa nota nella dichiarazione pubblicata al termine della 129esima Assemblea Plenaria della Conferenza Episcopale della Costa d’Avorio (Conférence des évêques catholiques de Côte d’Ivoire, CECCI) tenutasi dal 25 al 31 maggio.“In un momento in cui il Paese che anela alla pace, a una riconciliazione autentica e a uno sviluppo umano integrale fatica ancora, dopo tanti anni, a ritrovare la sua piena serenità e a unire tutti i suoi cittadini, i vescovi della Costa d’Avorio prendono atto della decisione del governo di sciogliere la Commissione Elettorale Indipendente (CEI), al fine di istituire un nuovo meccanismo per la gestione delle elezioni in Costa d’Avorio” afferma il comunicato della CECCI firmato dal suo Presidente, Mons. Marcellin Yao Kouadio, Vescovo di Daloa.“I Vescovi- prosegue la dichiarazione – accolgono con favore questa iniziativa, che le autorità presentano come risposta alle preoccupazioni espresse da diversi attori della vita socio-politica nazionale” e “incoraggiano il governo a perseguire questa processo di riforma in uno spirito di ascolto, dialogo e consultazione con tutte le forze vitali della nazione”.I Vescovi al tempo stesso “esprimono la speranza che il futuro sistema non sia più politicizzato e contribuisca concretamente a rassicurare gli attori politici, a consolidare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni della Repubblica e a garantire elezioni trasparenti, eque, inclusive e pacifiche”. Il messaggio conclude ribandendo l’impegno della “Chiesa a offrire il proprio sostegno ovunque sia richiesta la sua competenza. “Insieme, lo Stato e la Chiesa possono costruire, a beneficio della Costa d’Avorio, una terra di speranza, giustizia, pace, fraternità e coesione sociale, a condizione che lungo il cammino nessuno dei due perda di vista l’obiettivo, che è la piena felicità di tutto il popolo”.La CEI era stata creata il 9 ottobre 2001 con il compito di organizzare e supervisionare le elezioni e i referendum in Costa d’Avorio. Godeva di personalità giuridica e autonomia gestionale. Nel corso dei 25 anni della sua esistenza l’organismo era stato sottoposto a critiche persistenti da parte dell’opposizione riguardo alla mancanza di neutralità e indipendenza e a ripetute controversie durante le elezioni.In seguito all’annuncio del suo scioglimento, diversi partiti politici hanno delineato le proprie condizioni per l’attuazione di un nuovo meccanismo di gestione elettorale, mentre si sono levate critiche per il fatto che la decisione è stata presa senza consultare tutte le parti. (L.M.) (Agenzia Fides 3/6/2026)
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