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In Brasile le elezioni del 4 ottobre possono segnare il futuro del Paese

In Brasile le elezioni del 4 ottobre possono segnare il futuro del Paese

MIL OSI –

Source: The Holy See in Italian

di Cosimo GrazianiBrasilia (Agenzia Fides) – Il primo turno delle elezioni presidenziali in Brasile del 4 ottobre ha confermato le previsioni degli analisti. I due candidati principali – Flavio Bolsonaro del Partito Liberale e il presidente uscente Lula del Partito dei Lavoratori – il primo di destra e il secondo di sinistra – andranno al ballottaggio il 25 ottobre.Al primo turno Bolsonaro ha ottenuto il 47% mentre Lula il 45, ma la distanza in termini di voti è stata poco più di due milioni. Un margine che alla vigilia era previsto, ma a parti invertite, con Lula dato in vantaggio. Ora è iniziata la decisiva campagna elettorale per l’ultimo turno, settimane in cui i due candidati hanno obiettivi diversi per guadagnare i voti necessari per la vittoria.Bolsonaro deve attingere ai voti degli altri candidati di destra, i quali hanno raccolto complessivamente il 7% delle preferenze, mentre Lula deve fare appello all’enorme porzione di astenuti, che in questa tornata elettorale sono stati il 21% degli aventi diritto al voto, il dato più alto da ventotto anni a questa parte.Non si è votato solo per il Presidente della repubblica. Sono stati rinnovati anche cinquantaquattro degli ottantuno seggi del Senato e tutti i membri della Camera dei deputati. Proprio queste consultazioni sono il vero punto di svolta politico del Paese. Infatti, in entrambi i casi il Partito Liberale è risultato il primo partito, ottenendo ventinove seggi al Senato e centoventuno alla Camera, mentre il Partito dei Lavoratori è arrivato secondo alla Camera con ottantotto seggi e addirittura terzo al Senato con soli nove.Nel frammentato contesto politico brasiliano essere il primo partito, specialmente se è quello del Presidente o di un candidato arrivato al ballottaggio, influisce pesantemente sulla direzione politica della legislatura. In tal senso, qualsiasi sia il risultato del 25 ottobre, il contesto politico brasiliano ha virato nuovamente a destra. Naturalmente bisognerà tenere in considerazione chi sarà il presidente, ma alla luce dei risultati gli analisti hanno fatto due previsioni: in caso di vittoria di Lula, una legislatura problematica e con una forte opposizione che creerà seri problemi al presidente; in caso di vittoria di Bolsonaro un ritorno a un tipo di politiche economiche, come lo sfruttamento delle risorse della foresta amazzonica e una certa influenza sul futuro panorama politico brasiliano.Un elemento che sarà sicuramente influenzato dai risultati è la composizione del Tribunale Supremo Federale. Il prossimo presidente dovrà nominare tre nuovi giudici per sostituire quelli i cui mandati scadranno per raggiunti limiti di età e uno nuovo per coprire un membro vacante. Si tratta di un quarto degli undici membri che compongono il Tribunale. Il Senato ha la prerogativa di poter destituire i membri del Tribunale e ciò rende ancora più decisivo l’esito del ballottaggio. In caso di vittoria di Lula si creerebbe un meccanismo di contrappesi con il quale un’eventuale decisione del Senato potrebbe esser bilanciata da una decisione del Presidente per quel che riguarda le nomine; mentre con Bolsonaro c’è la possibilità che oltre alle nomine, il Senato possa decidere di far decadere alcuni membri del Tribunale – il primo candidato è Alxandre de Moraes, che fu uno dei principali accusatori di Bolsonaro padre – dando al Partito Liberale la possibilità di modellare il Tribunale ancor di più sulle sue posizioni politiche.Ultimo fattore rilevanti di queste elezioni è il riflesso a livello internazionale. In primis, a livello regionale, dove la vittoria di Flavio Bolsonaro darebbe una definitiva svolta filostatunitenze e filotrumpiana a tutta l’America Latina, lasciando solo il Messico come grande paese ancora guidato da un partito di sinistra. Ci sono poi gli effetti sulla politica mondiale: se il Brasile dovesse cambiare presidente, tutti i partiti ideologicamente affini al Partito Liberale a livello mondiale riceverebbero una spinta politica da poter sfruttare. A giovarne sarebbero soprattutto quelli europei, alla vigilia di un anno elettorale di cruciale importanza per il continente che si aprirà con le elezioni anticipate in Spagna a fine novembre e che continuerà con le elezioni in Francia, Italia e Polonia. (Agenzia Fides 9/10/2026)
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